TERRORISMO e LEGALITA’ – di Patrizia Cecconi

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2 luglio 2018

Squadre militari o paramilitari in borghese sequestrano un ragazzo mentre sta lavorando in un ristorante pubblico. Motivo del sequestro: essere militante di un partito di sinistra.
Cile di Pinochet? Argentina di Videla? Italia di Mussolini?
Nooo, questo appartiene a regimi totalitari e fascisti più o meno lontani!
Egitto? Congo? Yemen? Eritrea? Saudi Arabia? Somalia?Libia? Turchia?
Nooo, ci sarebbero delle perplessità prima di definire senza ombra di dubbio “democratici” questi paesi in cui morte e disperazione sono all’ordine del giorno!
Invece il paese che ha ordinato il sequestro in stile squadraccia da regime totalitario fascista viene regolarmente omaggiato e appellato come democratico.
Il fatto, non unico purtroppo lo sappiamo, è avvenuto ieri in una località vicino Betlemme, esattamente a Beit Jala, una cittadina prevalentemente in pietra bianca in cui – mi piace ricordarlo – si alterna il suono delle campane al canto del muezzin, e in cui ci sono tanti ristoranti dove è piacevole mangiare maqluba o moussakhan e bere tè o anche birra. Dove c’è un teatro con un programma culturale sempre molto interessante e dove c’è l’antica cantina Cremisan e le terre ferite dall’illegale muro israeliano finalizzato a favorire l’unione tra le due colonie, ovviamente illegali, di Gilo e Har Gilo.
Succede in Palestina insomma, dove Israele agisce come e quando vuole e gli basta decretare un’ordinanza o una leggina ad hoc perchè i suoi tanti valletti mediatici siano pronti a starnazzare che si tratta di un’azione legale.
Ci provano anche con la demolizione della scuola di gomme di Al-Ahmar il che è tutto dire!
Tornando al ragazzo rapito, di lui si conosce l’età, 22 anni di cui 6 già passati nelle galere israeliane, si sa che vive nel campo profughi di Dheisheh (periferia di Betlemme) e si sa che è accusato di far parte del Fronte Popolare, partito di sinistra palestinese. Così si legge nel giornale Al Quds e ringraziamo Luisa Morgantini per averlo reso pubblico.
Crediamo sia bene far girare la notizia perché si sappia, anche attraverso le “piccole” azioni quotidiane cosa significhi vivere sotto occupazione e quanto pericoloso sia, per il mondo e non solo per i palestinesi, definire democratico un paese che conosce e rispetta solo la legalità interna nonostante questa sia spesso in piena contraddizione col Diritto internazionale.
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Di seguito potete leggere la notizia in originale con la dinamica del sequestro.
In the West Bank, undercover Israeli special forces in civilian clothing kidnapped a 22-year old Palestinian from the Dheisheh camp near Bethlehem. The youth was working in a Beit Jala restaurant when a number of undercover Israelis snuck into the town disguises as customers, entered the restaurant and attacked the youth. Israeli soldiers then arrived, who had been hiding in a vehicle with Palestinian plates and parked near the restaurant, where they took the youth and pushed him inside. The youth is a former prisoner who had been imprisoned twice for a period of six years on charges of affiliation with the PFLP. (Al Quds)

L'immagine può contenere: cielo, albero e spazio all'aperto

 

TERRORISMO e LEGALITA’ – di Patrizia Cecconi

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