Testimonianze in diretta da Gaza

di Rosa Schiano

venerdì 3 maggio 

ore 11.40: This morning we accompanied the farmers in Sanati village, near the border with Israel. When we arrived the soldiers were shooting, there was a much fog so we could not see them. We thought the fire was arriving from the watching tower where there is an automatic machine gun. We asked to stop shooting speaking at our megaphone. After this, we could work well, there was just a big movement of jeeps and hummers, but they did not open the fire. We are happy that everything was ok and that the farmerscould harvest the wheat safely, and we will go back to work in the same area tomorrow in the morning.

 
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giovedì 2 maggio 

ore 16.34:

Confermo. Una strana e densa nebbia è arrivata dal mare oggi pomeriggio.
-GAZA NOW- Strange phenomenon: All of a sudden, a blanket of dense fog covers much of Gaza’s western side during the afternoon today.. it came from the sea side.
بشكل مفاجئ ضباب كثيف يغطي سماء مدينة غزة ،،via Yousef Al-Helou

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ore 16.28:  Questa mattina abbiamo accompagnato i contadini in Sanati, un villaggio a sud della Striscia di Gaza. C’era un grande movimento di jeeps, hummers (jeeps dotate di mitragliatrici sul tetto)

e bulldozers. Un hummer si è fermato dietro una piccola collina dietro cui usano sparare i soldati. L’ hummer è rimasto li’ almeno mezz’ora, senza aprire il fuoco, molto probabilmente perche’ i soldati hanno visto la
nostra presenza sul posto. Un po’ di ansia, ma il lavoro è andato bene.
Domattina saremo nella stessa zona, ma un po’ piu’ vicini alla barriera di separazione.
La mattinata comunque e’ scata scandita da boati di esplosioni, dovute a trening dei carro armati israeliani, e dal suono terrificante dei caccia f-16 a quota bassa. Tutto in questi giorni dà l’impressione di preparativi di guerra in corso. Restiamo forti, restiamo umani. 

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ore  0.51: Siamo all’assurdo. Il Ministro della difesa israealiano “Moshe Yaalon” ha ordinato la riapertura del valico con la Striscia di Gaza dato che i contadini israeliani ne sono danneggiati. I contadini israeliani… non la gente di Gaza che non riceve carburante e beni di prima necessità!
Dopo la chiusura di tre giorni consecutivi, sotto la pressione dei contadini israeliani il valico di Karem Shalom verra’ riaperto.
“La chiusura del valico ha costretto i contadini a destinare i loro prodotti solo al mercato locale e questo porta ad un crollo dei prezzi”
Come la realta’ viene rovesciata. Beh, intanto domattina andiamo nuovamente a con i contadini palestinesi a raccogliere il grano, speriamo l’esercito israeliano ci permetta di lavorare ed eviti di sparare
http://samanews.com/index.php?act=Show&id=158107

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mercoledì 1 maggio

ore 16.21:

1 maggio, Gaza celebra il lavoro
Le mie immagini da Gaza

FOTO: 1 maggio, Gaza celebra il lavoro

I lavoratori della Striscia in piazza per celebrare il Primo Maggio. La manifestazione si è spostata dalla piazza di Soraya al quartiere antico di Saha. FOTO DI ROSA SCHIANO

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Manifestazione dei lavoratori gazawi oggi primo maggio 2013 (foto: Rosa Schiano/Nena News)

Fotogallery di Rosa Schiano

Gaza City, 1 maggio 2013, Nena News

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ore 12.59: Un pescatore è stato ferito dai soldati della marina militare israeliana nelle acque davanti alle coste di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, Adel Abdel Kareem Al Baker, 51 anni. I pescatori stavano scappando, ma un proiettile ha colpito il corpo della barca ed alcuni frammenti hanno colpito la testa di Adel. Il pescatore si trova ora ricoverato in ospedale in condizioni critiche. Cerchero’ di recarmi in ospedale il prima possibile. Il 1 maggio per i pescatori…

 

martedì 30 aprile 

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ore 20.14: questa mattina durante la farming action c’e’ stato parecchio movimento di veicoli mitari, jeeps e carroarmati, ma per fortuna i soldati non hanno aperto il fuoco. Stiamo lavorando in un’area molto vicina alla barriera di separazione, per cui vi è un alto livello di pericolo, ma speriamo che anche domani mattina andra’ bene e che i soldati non spareranno. Inizieremo il lavoro alle 6.30 locali. Poi ci sara’ alle 11.00 una grande manifestazione dei lavoratori in una piazza centrale di Gaza, su cui vi riportero’ in giornata. Buon 1 maggio da Gaza.

 

ore 11.00:  Report di 3 carro armati israeliani e 4 bulldozers conducendo operazione di “livellamento” spianando i terreni agricoli palestinesi a 300 metri all’interno della Striscia di Gaza, ad est di Johr Al Dik, area centrale della Striscia.

 

ore 10.30:  Israeli airstrike west og #Gaza city this morning, one martyr Haitham Al-Meshali, 29, and 2 injuries.

 

ore 10.12: Attacco aereo israeliano questa mattina ad ovest di Gaza city, un uomo ucciso, Haitham Al-Meshal, 29 anni, lavorava come guardia di sicurezza all’ospedale Shifa, e’ arrivato in ospedale senza le gambe come conseguenza dell’attacco mentre era in motocicletta vicino il sito Badr. Altri due feriti, di cui uno in gravi condizioni ricoverato allo Shifa hospital.
Intanto bulldozers israeliani e carro armati hanno occupato un’ aerea ad est di Gaza city ed hanno spianato i terreni palestinesi.
La radio dell’esercito israeliano ha affermato che le forze militari israeliane hanno colpito Haitham Al-Meshali in quanto membro della Jihad e che aveva lanciato missili Grad verso la citta’ di Eliat la settimana scorsa.
Aggironamenti a dopo

 

ore 5.20 del mattino, ci muoviamo ora verso sud per andare ad accompagnare i contadini in Khuza’a. Speriamo vada tutto bene. A dopo per aggiornamenti.

 

Lunedì 29 aprile 

ore 23.39: Non voglio tornare sull’argomento dei commenti offensivi, delle minacce, ma credo questo sia uno spunto per farci riflettere con chi dobbiamo combattere tutti i giorni. In fondo, si’, siamo uguali napoletani e palestinesi, vittime dello stesso razzismo. Messaggio che mi e’ arrivato via posta.

 

ore 22.29: a little princess in Shati camp

 

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ore  3.22: tensione qui a Gaza. La marina militare israeliana sta bombardando la costa di Gaza, carro armati si muovono ad est di Rafah. L’esercito egiziano ha bombardato tunnel in Rafah. Almeno due razzi di un gruppo armato palestinese sono stati lanciati verso il sud di Israele. Le autorita’ israeliane hanno deciso di chiudere il valico di Erez domani. Il valico di Karem Shalom, l’unico valico attraverso cui passano le merci, e’ stato nuovamente chiuso. Siamo maggiormente isolati dal resto del mondo.
Temiamo per quello che potra’ succedere nelle prossime ore o nei prossimi giorni.

 

Domenica 28 aprile 

ore 20.47: My report about Jamil Wael Risha,17,injured on the afternoon of the 26th April by the Israeli army North #Gaza Strip. http://t.co/TwJaCFUNEc

 

ore 20.37: My report about Jamil Wael Risha, injured on the afternoon of the 26th April by the Israeli army at the Jabalia border, North Gaza Strip.

 

ore 11.16: mi ha svegliato il passaggio degli aerei a quota bassa questa mattina.
Durante la notte caccia f-16 hanno bombardato un sito della resistenza (brigate Al Quds) in Khan Younis, ed un’area disabitata in Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Non si riportano feriti. Solo tanto spavento nella popolazione.
a piu’ tardi aggiornamenti.

 

ore  0.26: amarezza e lacrime, giornata pesante. Oggi e’ cosi’, domani sono sicura mi ripredero’ e saro’ forte come prima

 

Sabato 27 aprile

ore 20.44: è massacrante tornare da un ospedale e leggere i commenti di certe persone.Non ce la faccio.
Chi puo’ e sa come fare, mi aiuti a denunciare queste persone
L’ultimo commento, di un tale Umberto Soliani, violenta gravemente me ed il mio lavoro.

 

ore 17.46: Jamil Wael Risha , 17 anni, ferito ieri dall’esercito israeliano. Lanciava pietre ai soldati.

Il proiettile dum-dum, o ad espansione, vietato dalla convenzione internazionale, ha provocato frattura e danneggiato il muscolo. Il mio report e e foto dall’ospedale.

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Jamil, 17 anni, ferito alla gamba sinistra dall’esercito israeliano mentre lanciava pietre ai soldati
ilblogdioliva.blogspot.it

Jamil, 17 anni, ferito alla gamba sinistra dall’esercito israeliano mentre lanciava pietre ai soldati.

Jamil Wael Risha, 17 anni, giovane palestinese di Gaza city, e’ stato ferito nel pomeriggio di ieri dall’esercito israeliano al confine di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza.
Questa mattina ci siamo diretti al Kamal Odwan hospital per accertarci delle sue condizioni.
Il Dr. Muin Almasri, direttore del reparto relazioni pubbliche dell’ospedale, ci ha comunicato che il giovane Jamil era stato trasferito durante la notte allo Shifa hospital in Gaza city. “Sospettavamo la necessità di chirurgia vascolare”, ci ha detto il Dr. Almasri.
Ci siamo diretti cosi’ allo Shifa hospital in Gaza city.
Li’ abbiamo incontrato il giovane Jamil ricoverato nel reparto di ortopedia. Accanto a lui, uno dei suoi fratelli e suo padre Wael.
Jamil ci ha raccontato che usualmente il venerdi’ si recava con i suoi amici nel cimitero che si trova ad est di Jabalia, vicino la barriera che separa Gaza dai territori israeliani occupati nel 1948.
Ieri si erano diretti al cimitero dopo la preghiera del venerdi’, verso le 15.00.
Improvvisamente hanno visto soldati israeliani  uscire da due jeeps. Quattro soldati, ci ha detto Jamil. Cosi’ i ragazzi , all’altezza della barriera di separazione, hanno iniziato a lanciare pietre contro i soldati. I soldati israeliani hanno iniziato a sparare pesantemente contro i giovani palestinesi.
Jamil ha colpito un soldato con una pietra, ma il soldato ha risposto sparando e l’ha ferito alla gamba sinistra. Erano circa le 17.00. E’ stato trasportato in macchina al Kamal Odwan hospital.
Un infermiere ci ha detto che potrà lasciare l’ospedale in una settimana.
Ho chiesto a Jamil se sentisse paura quando si reca lungo il confine, se fosse consapevole di rischiare la vita.
Jamil mi ha detto: “Io non ho paura”.
La sua famiglia e’ composta da 9 persone. Jamil lavora ogni tanto per supportare la sua famiglia.
Un infermiere ci ha mostrato la radiografia alla gamba sinistra di Jamil.
La radiografia mostra frattura e presenza di frammenti di esplosivo all’interno della gamba. Tutto il muscolo e’ stato danneggiato.
Il proiettile usato dai soldati israeliani e’ un proiettile dum-dum, detto anche proiettile ad espansione, vietato dalla legge internazionale.
I proettili dum-dum, o ad espansione, si espandono all’interno del corpo, causano fratture ed enormi danni agli organi interni, provocando emorragie e portando in molti casi alla morte.
Nonostante il divieto internazionale sull’uso di questi proiettili, l’esercito israeliano continua ad utilizzarli.
Gli accordi per il cessate il fuoco, iniziato la sera del 21 novembre, dopo l’offensiva militare “Pilastro di Difesa”, imponevano all’esercito israeliano di smettere di sparare sui civili lungo il confine, e di consentire ai contadini di Gaza di accedere ai loro terreni agricoli liberamente, annullando cosi’ la “buffer zone” di 300 metri, imposta illegalmente dall’esercito israeliano. Gli accordi inoltre acconsentivano ai pescatori di Gaza di raggiungere 6 miglia nautiche dalla costa. Questi accordi non sono mai stati rispettati dall’esercito israeliano, che ha continuato a sparare contro contadini e civili nelle terre lungo il confine e ad attaccare pescatori anche all’interno delle 6 miglia nautiche dalla costa. Durante la recente visita di Obama nel mese di marzo, un grupoo armato palestinese ha lanciato alcuni missili verso il sud di Israele, missili che non hanno provocato alcun danno, ma le autorità israeliane hanno deciso di annullare tutti gli accordi con cui si era giunti al cessate il fuoco.
Poco cambia per i civili palestinesi, dato che, nonostante gli accordi, sono stati costantemente vittime di aggressioni israeliane. Dall’inizio del cessate il fuoco, infatti, si contano piu’ di 90 civili palestinesi feriti, e 4 giovani civili uccisi.
Jamil, come tanti ragazzi della sua età, lanciava pietre verso i soldati. Un modo per protestare contro un’occupazione illegale, contro un assedio che riduce Gaza ad una prigione.
Jamil lanciava pietre al di la’ delle mura di questa prigione.
I soldati però non badano all’età di questi ragazzini, non esitano a sparare, seppur usano proiettili letali vietati dalla convenzione internazionale.
I nostri governi e la comunità internazionale non dovrebbero rimanere indifferenti davanti all’uso di proiettili illegali, né davanti a crimini che si perseguono ormai da anni contro la popolazione civile palestinese.
La comunità internazionale dovrebbe intervenire facendo pressione sul governo israeliano affinche’ cessi queste pratiche. Uno dei mezzi che attualemente i nostri governi hanno a disposizione sono le sanzioni ed il boicottaggio, la rottura dei rapporti economici.
Solo cosi’ si puo’ sperare in un cambiamento.
Non agire significa essere complici.
Speriamo Jamil guarisca presto senza complicazioni. A lui ed alla sua famiglia, la nostra solidarietà ed il nostro affetto.
ore 12.04: appena tornata dall’ospedale, Jamil Wael Risha, 17 anni, e’ stato ferito ieri con un colpo di arma da fuoco al confine di Jabalia, stava lanciando pietre verso i soldati insieme ad un gruppo di ragazzini. E’ stato ferito alla gamba sinistra, sta bene, ma il proiettile ad espansione ha causato frattura e danni al muscolo, restera’ una settimana in ospedale. Lanciano pietre ma in risposta i soldati sparano a fuoco vivo, che coraggio hanno questi ragazzini. “Io non ho paura”, ci ha detto Jamil. Ora devo scappare, piu’ tardi pubblichero’ foto e report
ore  3.04: Per tutte le persone che resistono
buonanotte
” a te che dormi sfinita quasi dipinta al letto e al guanciale
prometto di restare in vita
il tempo che serve per farmi baciare
perche vedi bambina guerriera
amori e sogni non hanno le spine
questo inverno sara’ primavera
ti avrò con me per vederne la fine
ma gli angoli della tua bocca anche se t’amo guardano a terra
succede sempre cosi a chi tocca di bere il veleno che chiamano guerra “
ore  2.01: in un caffè sulla spiaggia questa sera, il fumo del narghile’ si mischiava alla salsedine. Davanti a noi le luci delle barche dei pescatori, le uniche luci nella notte, oltre a quella di una debole lampada accanto a noi. Voltandomi a destra, guardavo lo scintillio delle luci di Askelon, i territori occupati da Israele nel 1948, è ogni volta inspiegabile la sensazione che si prova nel vedere quanto Israele sia vicino a noi, pur trovandomi quasi ogni giorno al confine. Come davanti a un’entita’ che ci minaccia, pregavo protezione per la nostra Gaza. La serata sembrava tranquilla, il cielo non era disturbato da nessun aereo, ma d’improvviso abbiamo visto un faro nel mare, era quello della marina militare israeliana, che lanciava a tratti anche luci di avvertimento su un peschereccio palestinese. Che tristezza, un esercito di fronte a dei poveri pescatori. Respiravo con un po’ di maliconia sentendo le onde del mare. Quante luci laggiù e quanti palazzi illuminati, ma noi qui nell’oscurità possiamo vedere le stelle, nell’oscurità di questa prigione, noi conosciamo la resistenza e l’umanità.

 

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