Totalitarismo, sia di destra che di sinistra di Yitzhak Laor

Un regime ha il suo linguaggio, i suoi concetti e immagini e spesso le persone si sentono a disagio di fronte al regime. I cittadini vogliono resistere e l’opposizione dovrebbe offrire loro una voce alternativa perchè se non c’è un partito politico la loro resistenza è muta.
Kadima è un vero disastro per la democrazia. Il totalitarismo prende il sopravvento nella nostra vita -per lo più cavalcando il razzismo- e putroppo tra Kadima (centro-sinistra) e Yisrael Beiteinu (di estrema destra) non c’è davvero nessuna differenza. La scomparsa del Meretz e il costante ignorare l’opinione pubblica araba degli elettori e dei suoi rappresentanti alla Knesset, sottolineano ancora di più quanto Israele sia diventato sempre più un paese unico. Il cosiddetto “consenso”, ora è il più ampio accordo sulla maggior parte delle questioni, al di là di alcune minuscole differenze tra i partiti politici. Israele è in effetti governato da un partito unico e in conformità con questa piatta mappa politica i cittadini sembrano non dividersi neanche più gli uni dagli altri anche per quanto riguarda il destino dei Territori occupati, indipendentemente da fatto che tutti i diritti siano violati.
E infatti, la democrazia israeliana è una dittatura militare di oltre 43 anni al di là della Linea Verde. Nelle sue prigioni sono più di 7.000 prigionieri che sono definiti, dal punto di vista dello Stato, come “prigionieri di sicurezza”, ma in realtà sono prigionieri politici.
(Haaretz, 26 novembre)

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