Trump idiota in una gabbia di matti, l’America che fa paura al mondo

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C’è un pilota al comando dell’America?
-Per Bob Woodward, leggendario giornalista del Watergate, la Casa Bianca come “Crazytown” e il presidente Usa “un idiota”.
-La Casa Bianca descritta da il Bob Woodward come un palazzo delle congiure. Un luogo dove il capo diffida di quasi tutti, e quasi tutti diffidano di lui.

Dal Watergate contro Nixon
alla ‘Crazytown’ di un idiota

Trump idiota in una gabbia di matti, le anticipazione esplosive sul nuovo libro del giornalista del Watergate, due volte premio Pulitzer, Bob Woodward, che scuotono la Casa Bianca. «Il tycoon è uno squilibrato. E anche un idiota. E’ inutile tentare di convincerlo di qualsiasi cosa. E’ andato fuori controllo. Siamo in Crazytown», lo sfogo carpito del ‘chief of staff’ John Kelly.
Il volume in uscita il prossimo 11 settembre (a simboleggiare una bomba), “Fear: Trump in the White House”, è uno spietato ritratto della ‘West Wing’, l’Ala Ovest della Casa Bianca dove lavora il Presidente degli Stati Uniti d’America e il suo staff, descritta come ‘Crazytown’, una gabbia di matti, “sempre sull’orlo di una crisi di nervi”, guidata da “uno squilibrato” e anche “un idiota”, il presidente Donald Trump.
La ‘Crazy’ Casa Bianca ha parlato di “storie inventate da dipendenti frustrati”, Trump via Twitter, smentisce le affermazioni attribuite da Woodward al segretario alla difesa James Mattis e dal generale capo di stato maggiore John Kelly; forze armate in campo, ma la difesa della Casa bianca questa volta scricchiola.

West Wing Crazytown

Trump voleva che il presidente siriano, Bashar al-Assad, venisse assassinato lo scorso anno, dopo l’attacco con il gas contro i civili nell’aprile del 2017. Il capo del Pentagono, James Mattis, avrebbe ignorato la richiesta. “Uccidiamolo! Uccidiamone molti di loro”, avrebbe detto Trump a Mattis, secondo Woodward, che cita fonti della Casa Bianca. Mattis gli avrebbe assicurato che si sarebbe messo al lavoro ma ha invece orchestrato un piano per un circoscritto attacco missilistico che non facesse scoppiare la terza guerra mondiale.
Dettagli anche sul Russiagate, come quando Trump perse le staffe mentre uno dei suoi avvocati lo stava preparando, simulando un interrogatorio per fargli capire il rischio di uno spergiuro: “Non voglio testimoniare”, disse arrendendosi dopo 30 minuti.
Crazytown, una “città folle” ostaggio di un presidente inadeguato e capriccioso, che i suoi consiglieri cercano di controllare per prevenire danni con un “colpo di stato amministrativo”, ‘rubandogli’ persino documenti dallo studio Ovale perché non li veda o non li firmi. Nascondere per evitare le sue mattane.

C’è un pilota al comando dell’America?

La Casa Bianca descritta da il Bob Woodward come un palazzo delle congiure. Un luogo dove il capo diffida di quasi tutti, e quasi tutti diffidano di lui. Ieri sul New York Time l’editoriale anonimo di un funzionario della sua amministrazione. Il dirigente dichiara di lavorare, come molti altri funzionari della Casa Bianca, per boicottare l’agenda del presidente che sta mettendo a repentaglio “la salute della repubblica”.
Casa Bianca in subbuglio, per neutralizzare gli effetti di «Fear», il libro di Bob Woodward, e la raffica di rivelazioni che sta seguendo Prima linea è screditare il giornalista del Watergate, con una serie di smentite delle sue rivelazioni più gravi, per bocca degli stessi protagonisti. Seconda, ridurre tutto dinamiche politiche all’interno dell’amministrazione e non la sostanza dei suoi risultati. Woodward però si difende e contrattacca, sostenendo che tutte le sue interviste sono registrate, anche se non rivela l’identità delle fonti, mentre le dinamiche descritte sono reali e suscitano forti dubbi sulle capacità del presidente di svolgere il proprio compito.

Dietro le quinte

Dietro le quinte, però, la realtà è più complessa. Se gli episodi descritti dal giornalista del Watergate sono veri, pongono seri interrogativi sulla capacità di Trump di svolgere il suo lavoro, soprattutto riguardo le delicate questioni della sicurezza nazionale. Se esistono le registrazioni delle interviste, chi le ha rilasciate sa che sono vere, e lo stesso presidente potrebbe dubitare delle smentite pubblicate per forza da Kelly, Mattis e gli altri.
Ciò innescherebbe dinamiche che promettono di portare prima o poi ad una resa di conti. Quanto a Sessions, pochi credono che dopo le elezioni Midterm conserverà il suo posto, ma gli insulti alla sua intelligenza (di Trump) e alla provenienza dal Sud (‘terrone’ detto in americano), hanno già provocato le reazioni di molti politici meridionali, e potrebbero avere ripercussioni sulla regione del Paese dove c’è la base più ampia e determinata di Trump.
Infine tutti i passaggi che riguardano Mueller e la sua inchiesta, il Russiagate e un Trump bugiardo seriale e incontinente, confermerebbero l’incapacità del presidente di gestirla, anche se dietro non ci fossero reati.

 

AVEVAMO DETTO

 

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