Trump, Putin, la Cina e il… tressette col morto

0

Al vertice di Helsinki solo buone intenzioni e poco altro. Mentre l’Unione Europea è costretta a guardare dalla porta di servizio.

-La Casa Bianca esclude un ruolo perturbatore del Cremlino alle presidenziali Usa.

-Un “avviso” all’Iran e disponibilità sulla Siria.

HELSINKI, FINLAND JULY 16, 2018: US President Donald Trump (L) and Russia’s President Vladimir Putin give a joint news conference following their meeting at the Presidential Palace. Valery Sharifulin/TASS (Photo by Valery SharifulinTASS via Getty Images)

Tressette col morto

Trump, Putin, la Cina 
A Helsinki, Donald Trump e Vladimir Putin stanno giocando una risicatissima partita a carte: il tressette col morto. Sono solo in due, ma dietro le quinte c’è un convitato di pietra, che è la Cina. E fino a qui ci siamo. E chi sarebbe il quarto giocatore chiamato a recitare la parte del defunto? Ma l’Unione Europea, è chiaro, che ancora prima di cominciare è stata già messa all’angolo dall’inquilino della Casa Bianca, con un messaggio su Twitter. Trump ha scritto papale papale che il principale nemico degli Stati Uniti in questo momento è proprio l’Europa.

Alla faccia della solidarietà atlantica e di tutti i richiami affannosamente ripetuti, come un patetico mantra, da tanti politicanti-parrucconi, italiani e stranieri. Per non parlare della terza guerra mondiale, scatenata dagli Stati Uniti nel settore finanziario, dove sparano a mitraglia su tutto quello che si muove. Dazi doganali e protezionismo affosseranno l’economia internazionale, potete scommetterci. Così quel furbone di Trump, che agisce più da magliaro che da Presidente, pensa di potere tenere ostaggio il pianeta ammollando balzelli e gabelle a destra e a sinistra.

Un carico indigeribile per qualsiasi sistema-Paese votato all’esportazione, come l’Italia. Dunque, il trucco è questo: utilizzare la politica estera (blandendo, minacciando, promettendo e in qualche caso arrivando al puro bullismo diplomatico), in cambio di posizioni più accomodanti nel peloso settore dell’import-export. Perché là gli Stati Uniti fanno piangere. Non riescono a produrre a prezzi competitivi e hanno una bilancia commerciale che ha già perso per strada i piatti. Una situazione che rischia di mandare a ramengo l’intero caravanserraglio a stelle e strisce. Dollaro compreso.

Allora, ricapitoliamo. Trump e Putin già da un bel pezzo fanno come i ladri di Pisa, bisticciano di giorno per andare a rubare di notte. Beh, forse rubare è una parola troppo grossa, ma se in ballo c’è la coerenza diplomatica e la solidarietà atlantica (nella bocca di tutti e nel cuore di nessuno) sicuramente le parole hanno un senso più compiuto. Grazie (o forse disgraziatamente) all’utilizzo di Twitter, l’ex palazzinaro che tratta la Casa Bianca come un cantiere ancora a rustico, si permette di esternare senza filtri, esprimendo pensieri in libertà, a ruota libera, manco fosse al bar dell’angolo.

Il suo disegno è chiaro: vuole mettersi l’Europa sotto i piedi, vuole raffreddare i bollenti spiriti imprenditoriali cinesi e, soprattutto, cerca di tenersi buona la Russia. Sottobanco. La storia della Crimea e il Russia-gate (con 12 diplomatici-spioni messi sotto inchiesta dal procuratore Mueller) sono uno specchietto per le allodole. E infatti Trump scagiona Mosca. A lui per ora interessano solo i dollari. Cioè esportare di più ed importare di meno, anche a costo di mettere i dazi sull’aria che respiriamo. Le sanzioni economiche appioppate a Putin fanno ridere. Gli americani. Ma fanno piangere gli europei.

Specie quando si pensi che gli Stati Uniti, dietro ogni tenda e al riparo da occhi indiscreti, si abbracciano col Cremlino, mentre la stessa Germania gioca a sparigliare, per non perdere il ricchissimo mercato russo. Ognuno per sé, insomma, e Dio per tutti. Ma c’è una cosa seria di cui Trump e Putin dovranno parlare? Sì, la Siria, dove nuvoloni neri come la pece si vanno addensando all’orizzonte. Nuvoloni che non promettono niente di buono, specie se si osserva Israele col dito sul grilletto e l’Iran pronto a dare fuoco alle polveri. Già, non ne parla quasi nessuno.

Ma la prossima probabile guerra è proprio quella e se dovesse scoppiare ce ne accorgeremo tutti, in tempo reale. E gli Usa già bacchettano gli ayatollah. Netanyahu aspetta novità da Helsinki. Soprattutto dai russi, ma anche dagli americani, con i quali ha abbozzato un piano di attacco preventivo contro Teheran. Per ora i due farfugliano solo buone intenzioni. Ma se Putin e Trump non saranno in grado di fare sloggiare le milizie sciite di Hezbollah e le Guardie rivoluzionarie iraniane accampate ai confini del Golan, i generali israeliani sibileranno ai loro soldati solo un ordine: “Al nostro segnale, scatenate l’inferno”.

 

Trump, Putin, la Cina e il… tressette col morto

Trump, Putin, la Cina e il… tressette col morto

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Protected by WP Anti Spam

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.