Truppe Usa (e italiane) via dall’Afghanistan entro l’11 settembre, 20 anni dall’attacco alle Torri Gemelle

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tratto da: https://www.remocontro.it/2021/04/14/truppe-usa-e-italiane-via-dallafghanistan-entro-l11-settembre-20-anni-dallattacco-alle-torri-gemelle/

Remocontro Remocontro 14 Aprile 2021

 

Joe Biden ha deciso di ritirare le truppe americane dall’Afghanistan entro il prossimo 11 settembre, 20 anni dopo l’attacco di Al Qaida alle Torri Gemelle che trascinò gli Stati Uniti nella guerra più lunga della loro storia. La mossa, secondo i media Usa, dovrebbe essere annunciata nelle prossime ore.

Quel maledetto 11 settembre  2001

Joe Biden ha deciso di ritirare le truppe americane dall’Afghanistan entro il prossimo 11 settembre, 20 anni dopo l’attacco di Al Qaida alle Torri Gemelle che trascinò gli Stati Uniti a caccia di Bin Laden e in carca di vendetta, nella guerra più lunga della loro storia. Più e forse peggio dello stesso Vietnam.

Oltre la date degli accordi

Significa che i soldati statunitensi e della coalizione –800 militari italiani compresi- resteranno oltre la data del primo maggio, la scadenza negoziata dall’amministrazione Trump per l’uscita completa delle forze straniere dal Paese. I talebani hanno minacciato nuovi attacchi contro le truppe Usa e Nato se non sarà rispettato il termine concordato ma i vecchi accordi sono in via di revisione, trattative segrete, e le eventuali temute rappresaglie possono vedere altri protagonisti nella confusa situazione interna afghana.

Bruxelles, Nato, a rincorrere Washington

E di corsa a Bruxelles, riunione ristretta e straordinaria dei ‘Paesi framework’, i vari pezzi coinvolti nell’avventura Afghanistan. A Bruxelles Blinken e il capo del Pentagono Lloyd Austin informeranno gli altri partner della Nato, a partire dalla Germania, che ha il secondo maggior contingente in Afghanistan, seguito quello italiano.

Se sarà, chi e come il ritorno a casa

In Afghanistan al momento ci sono circa 3000 soldati americani e 7000 della coalizione, in gran parte truppe di Paesi Nato come l’Italia (che schiera fino a 800 militari). La mossa di Biden porrà fine ad una guerra costata finora migliaia di miliardi di dollari, oltre 2300 militari Usa morti e 20 mila feriti, ed almeno 100 mila civili afghani uccisi. Il presidente Usa aveva già ammesso che sarebbe stato “difficile” rispettare la scadenza del primo maggio e ha voluto posticiparla di alcuni mesi per far decollare gli sforzi di dialogo tra i talebani e il governo di Kabul, finora falliti.

Afghanistan ora minaccia minore

L’opinione pubblica e una fetta bipartisan del Congresso che premono per il ritiro, e il come uscire senza mandare a rotoli  anche quei pochissimi risultati ottenuti in questi 20 anni. E le altre minacce ritenute prioritarie dall’amministrazione Biden, come Cina, Iran e Russia. E la Casa Bianca al Washington Post: «Eravamo andati in Afghanistan nel 2001 per un obiettivo particolare: fare giustizia contro gli autori dell’attacco dell′11 settembre e annientare i terroristi che cercavano di usare quel Paese come rifugio sicuro. Lo abbiamo raggiunto qualche anno fa», la rivendicazione un po’ ottimistica del governo.

La svolta via Turchia e Onu

Ora gli Usa stanno trattando con i talebani per la liberazione di circa 7000 prigionieri di Kabul e la revoca delle sanzioni Onu. E sperare nella conferenza di pace sull’Afghanistan tra il governo afghano e i Talebani, che si terrà a Istanbul dal 24 aprile al 4 maggio. Finora sono stati invitati 21 Paesi (tra cui l’Italia), oltre a Ue, Nato e Organizzazione della cooperazione islamica.

 

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