TUTTI ABUSANO DI NOI – ISRAELE, HAMAS, ABBAS. L’ultimo scoppio di violenza trova gli abitanti di Gaza esausti – di Amira Hass

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Un nuovo conflitto troverebbe Gaza spossata, con gli ospedali già messi in difficoltà dalla scarsità di carburante.  “Abbiamo paura e non l’abbiamo allo stesso tempo”, dice un residente

Amira Hass   10 Agosto 2018

Foto di copertina : I Palestinesi ispezionano un edificio danneggiato dopo un bombardamento aereo israeliano a Gaza City, giovedì 9 agosto 2018 Credit: Khalil Hamra, AP

Se Hamas non risponde all’aggressione di Israele, la gente lo critica e si lamenta della sua passività. Se reagisce all’aggressione sparando dei razzi Qassam, le persone temono che ci sarà un’escalation verso la guerra. Povero Hamas e povera la  gente di Gaza“, ha detto un amico che vive a Gaza, riassumendo una notte e un giorno di Qassam e di attacchi aerei.

Ha continuato: “Non  si può fare il bagno nel mare a causa di tutte le fognature che vi si riversano, ma il pomeriggio la gente va sulla spiaggia a frotte, l’unico posto dove c’è vento. Fuggono dalle loro case calde, che non hanno elettricità o aria condizionata, spesso neppure acqua corrente. Ieri [mercoledì], gli Israeliani hanno bombardato il porto e tutti, poveretti, sono fuggiti e si sono dispersi  in preda al panico“.

Nessuno a Gaza ha dormito quella notte, ha detto al telefono, e altri, nel corso di differenti conversazioni telefoniche, me l’hanno confermato. Tutti avevano le loro storie da raccontare. “L’intera casa è stata scossa dalle esplosioni, i mobili oscillavano  e gli utensili della cucina tremavano”, ha detto un mio conoscente che vive nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, dove le bombe di Israele sono cadute particolarmente vicino. Per caso, i suoi nipoti che vivono a Gaza City erano in visita da lui.

Poveri bambini, hanno tremato di paura tutta la notte. Erano spaventati dalle bombe israeliane, dai razzi Qassam – dopotutto, non posso riconoscere  la differenza tra i diversi tipi di armi“, ha detto.

E poi è c’è giunta  la notizia che un abitante della nostra zona, Ali Ghandour, è stato ucciso da un bombardamento israeliano in una zona coltivata. Hanno detto che apparteneva alle brigate di Izz ad-Din al-Qassam. Ha lasciato una moglie e cinque figli. Il problema non è di chi muore o di chi viene ucciso, ma di chi sopravvive. Come riuscirà sua moglie a cavarsela da sola, come vivranno i loro figli senza un padre?

Una parte della gente sostiene e giustifica qualsiasi cosa faccia Hamas. Alcuni si oppongono e hanno paura della guerra. Ma nessuno vuole una guerra. Qui, a Deir al-Balah, è stata uccisa una giovane madre incinta – erano Inas e sua figlia Bayan, che aveva 1 anno e mezzo. Non abbiamo stanze blindate, sirene di allarme o Iron Dome.

Il problema più grande che abbiamo è che viviamo in un’era di ignoranza, in particolare i giovani sono ignoranti. Stanno soffocando. Con l’elettricità accesa solo per tre o quattro ore al giorno, si siedono fuori senza alcun lavoro, scroccando una sigaretta qui e un shekel per una sigaretta là. Loro non pensano. Non sanno come e cosa pensare. Chi aveva i mezzi finanziari per farlo, è andato nella West Bank od oltreoceano molto tempo fa. Le strade ora sono piene di giovani con le stampelle. Questi sono i feriti della Marcia del Ritorno.

Palestinesi cantano slogan islamici mentre trasportano la bara della ragazza incinta di 23 anni e di sua figlia durante i funerali a Deir el-Balah, Striscia di Gaza, 9 agosto 2018

Rivivere la guerra del 2014

E poi espone la sua analisi politica, con le voci delle sue nipoti in sottofondo. “A Israele conviene che Hamas sia al potere, vogliono che rimanga così”, ha detto.

Siamo una nazione miserabile, tutti abusano di noi.  Da una parte Israele, dall’altra parte Hamas, con il [presidente palestinese Mahmoud] Abbas come terzo fattore: se solo aprissero il posto di blocco di Erez dando la possibilità alle persone di lavorare e di guadagnarsi da vivere, tutti si dimenticherebbero di Hamas“. In effetti, il mio interlocutore ha lavorato in Israele per 35 anni.

La voce di un altro amico tradisce immediatamente il fatto che non ha dormito tutta la notte e che non è riuscito a dormire neppure di giorno. “Durante i bombardamenti di mercoledì sera, ho rivissuto tutti i 55 giorni della guerra del 2014. Avendo imparato dall’esperienza, abbiamo aperto tutte le finestre in modo che i vetri non si frantumassero a causa delle esplosioni e ce ne siamo allontanati così che gli operatori dei droni non pensassero fossimo degli osservatori di Hamas e ci sparassero dei missili”, ha detto.

Così tante persone che conosciamo sono state uccise in quel modo nelle guerre precedenti! Abbiamo controllato che nessun bambino curioso fosse andato sul tetto, o che ci fossero piccioni che avevano bisogno di cibo, o una donna che stendeva il bucato. In tutte le guerre precedenti e nei preludi alla guerra, il tuo esercito ha sparato missili e ucciso donne e bambini che erano sui tetti.

Durante l’ultima guerra, l’alto edificio residenziale vicino a noi era stato bombardato. Si era  piegato ed era crollato davanti ai nostri occhi. Tutta la nostra casa era piena di polvere e fuliggine. Da allora è stato ricostruito. Ma ieri sera, durante il bombardamento, l’ho visto per tutta la notte piegarsi e crollare di nuovo. Ora stiamo aspettando di vedere cosa decide il governo israeliano.

Non capiamo più nulla, entrambe le parti dicono che non vogliono la guerra ed entrambe le parti si bombardano come in una guerra, invitando all’escalation.” Gli Israeliani hanno ucciso una  madre incinta e sua figlia. Ora abbiamo saputo che un missile è stato lanciato dalla Striscia di Gaza a Be’er Sheva.  Sentiamo Hamas dire che non vuole  la guerra, ma è tutto a nostre spese“.

Palestinesi ispezionano l’edificio danneggiato del centro culturale Said al-Mis’hal dopo un bombardamento aereo israeliano a Gaza City, giovedì 9 agosto 2018 Credit: Khalil Hamra, AP

Una fonte delle forze di sicurezza palestinesi ha riferito ad Amad, un sito Web di notizie collegato al sostenitore di Fatah, Mohammed Dahlan, che il razzo è stato sparato da un gruppo estremista salafita dopo che altri gruppi armati hanno annunciato che avrebbero smesso di rispondere all’aggressione israeliana.

Secondo il sito web, il missile lanciato a Be’er Sheva è stata un’azione “sospetta” (suggerendo che a sparare potrebbe essere stati collaboratori degli Israeliani) “che contraddice la strategia di difesa comune”, con i suoi autori associati a ” elementi non nazionali.”

Secondo la fonte, le forze di sicurezza di Hamas, aiutate da altri, stanno cercando di individuare questo gruppo sospetto. Vero o no, questo è un riflesso delle speranze dei residenti di Gaza – che Israele capisca che Hamas non è interessato a una guerra.

I razzi Qassam di mercoledì sono stati una risposta comprensibile all’uccisione di due combattenti di Izz al-Din al-Qassam. Il fatto è che Israele si aspettava la risposta e ha ammesso che è stato un errore sparare e ucciderli. Le persone capiscono che deve esserci una risposta“, ha detto un residente di Rafah, sperando, come altri, che la riunione del governo israeliano abbia un esito positivo.

Questa è la prova che Israele e la “strada” palestinese, come la chiama lui, non sono interessati a una guerra. Questo è il modo in cui tutti si vogliono convincere che presto i bombardamenti finiranno, che l’incubo questa volta sarà breve.

E’ ancora  tempo di matrimoni

Nella zona  meridionale di Gaza City, nel quartiere di Tel al-Hawa, mercoledì sera c’è stato un matrimonio. La festa è continuata in strada  fino alle 11 p.m.  C’erano canzoni e balli, mi racconta un altro amico. Un’altra festa di matrimonio, solo per donne, si è svolta in un hotel sulla spiaggia.

Il padre dello sposo ha insistito che tutti continuassero a ballare almeno fino alle 11, concludendo con le parole: “Siamo strani. Abbiamo paura ma allo stesso tempo non ne abbiamo. Capiamo cosa sta succedendo eppure non lo capiamo veramente. Ho camminato per le strade e tutto sembrava normale. La gente camminava, comprando di meno a causa delle sanzioni imposte da Mahmoud Abbas e perché le persone risparmiano prima delle vacanze. Ma nessuno si aspetta che ci sia una guerra. Tutti si aspettano che finisca oggi. È un dato di fatto, finora solo tre persone sono state uccise.

Se paragonato alle 60 o alle 120 persone uccise quotidianamente dall’esercito israeliano nelle passate campagne, sono in effetti “solo” tre vittime.

Una giovane docente universitaria, tornata a casa prima del previsto dai preparativi per il nuovo anno scolastico, pensava che tutti stessero rientrando presto e che il traffico fosse scarso. La sua impressione era che dopo il bombardamento notturno molte persone non fossero andate al lavoro.

Quando la gente esce, rimane vicino a casa; nessuno si avventura lontano“, ha detto. ”È una situazione strana. Prima dicono che c’è una tregua, poi si è sull’orlo della guerra. Non capiamo più niente.

La nipote di 5 anni ha sentito il bombardamento vicino al porto e si è spaventata. “Quelli sono fuochi d’artificio”, le ha detto il padre nel tentativo di calmarla. “Non può essere” l’ha rimproverato lei, “nessuno ha paura dei fuochi d’artificio”.

Una guerra in questo momento troverebbe Gaza più sconfitta e indebolita rispetto alle tre guerre precedenti. Oltre all’impoverimento, esacerbato quest’anno dal taglio dei salari dei dipendenti dell’Autorità Palestinese, Israele dal 2 agosto ha proibito il flusso di carburante a Gaza. Le riserve si stanno riducendo poiché il flusso era già stato interrotto tra il 16 e il 24 luglio, in risposta agli  aquiloni incendiari.

La terribile carenza di carburante minaccia il funzionamento degli ospedali, pieni di persone ferite nelle “Marce del ritorno”, ospedali che soffrono anche per la mancanza di farmaci e forniture mediche.

La carenza di carburante ha obbligato alcune municipalità a ridurre il trattamento delle acque reflue e lo smaltimento dei rifiuti. Mercoledì scorso, le organizzazioni sanitarie e le agenzie dell’acqua e della salute pubblica hanno avvertito che per garantire il funzionamento degli ospedali centrali e dei servizi idrici e sanitari pubblici fino alla fine della settimana, è necessario fornire carburante di emergenza che raggiunga almeno i 60.000 litri.

Il carburante è lì, in attesa dell’approvazione delle autorità israeliane per poter  essere trasferito”, hanno detto le organizzazioni in una nota.

In assenza di forniture elettriche regolari e adeguate, il carburante di emergenza andrà ai generatori ospedalieri e per il funzionamento degli impianti di trattamento delle acque e delle acque reflue. Se questa fornitura di emergenza non verrà fornita immediatamente, 1,2 milioni di persone saranno minacciate da un ‘esondazione di acque reflue dalle 41 stazioni di pompaggio sparse per Gaza.

Trad: Grazia Parolari “contro ogni specismo, contro ogni schiavitù” Invictapalestina.org

Fonte: http://archive.is/9FuXv   Haaretz

 

 

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