Ue, Conte oltre gli strepiti di Salvini e braccio di ferro Lifeline

 

Vertice informale Ue sui migranti, tante incertezze e l’abbozzo di qualche idea.
-La proposta italiana in dieci punti.
-Frontiere europee, indipendentemente dal Paese di arrivo dei migranti.
-Braccio di ferro Lifeline, “Malta apra suoi porti”

Sbirro buono sbirro cattivo

Conte oltre gli strepiti di Salvini. Il neofita premier alle prese con vecchi marpioni Ue, e con alla spalle due rissosi vice che litigano con mezzo mondo (e sotto sotto tra di loro) a colpi di tweet.
‘European Multilevel Strategy for Migration’, spara l’Italia: dieci obiettivi per superare le resistenze franco-tedesche e ottenere una modifica nella gestione dei movimenti primari (gli sbarchi) dei migranti.
Frontiere europee quelle degli sbarchi, propone Roma, e poi discutiamo su come regolare i movimenti secondari (dal Paese di sbarco al paese di sperata migrazione).

Accordi tra gruppi di Stati

Risponde a distanza Angela Merkel. «Sappiamo che non esiste ancora una soluzione europea -ha ammesso- quindi si tratta di trovare accordi bilaterali, di come possiamo aiutarci a vicenda e trattarci reciprocamente in modo equo e onesto».
Stessa linea di Emmanuel Macron. “Dobbiamo trovare una soluzione europea sui migranti, che si tratti di una collaborazione a 28 o tra più Stati che decidono di andare avanti assieme». Solidarietà condizionate e tentativi di accordo per una più equa partizione di oneri e di paure  utili alla politica interna.

La Guardia costiera italiana cede il soccorso
motovedette libiche indietro 820 migranti

Quasi mille migranti alla deriva su sette barconi: la Guardia costiera italiana raccoglie l’sos, allerta le navi in transito e, contemporaneamente, le autorità libiche, con i gommoni nella loro area di Ricerca e soccorso. Tripoli assume il coordinamento delle operazioni di salvataggio e quella italiana si smarca, la versione resa nota dei fatti. La vicenda si conclude col salvataggio e il ritorno in Libia degli 820 migranti, ma suscita le ire delle Ong, le preoccupazioni di molti sul trattamento che subiranno i migranti ‘respinti’. Barcellona che offre un porto sicuro e Malta che accusa l’Italia di essere “disumana”, con scambio di insulti ministeriali.

Il caso Lifeline

Ancora in alto mare invece gli oltre 300 migranti bloccati da quattro giorni a bordo della Lifeline, tra Malta e la Libia, e quelli sul cargo danese Alexander Maersk, in rada da venerdì sera davanti al porto di Pozzallo con 113 migranti a bordo. Era stata la Guardia costiera italiana a coordinare il soccorso dei naufraghi, soccorso avvenuto anche con l’aiuto della Lifeline. Proprio il coinvolgimento della Ong tedesca nelle operazioni potrebbe avere indotto il governo a decidere il blocco che, per la prima volta, coinvolge un mercantile.

In attesa di una soluzione che non arriva, la Lifeline costretta in acque internazionali battibecca col ministro dell’Interno Salvini via web: «Caro Matteo Salvini – si legge su Twitter – non abbiamo carne a bordo ma esseri umani. Ti invitiamo cordialmente a convincerti che sono persone che abbiamo salvato dall’annegare».

 

 

Ue, Conte oltre gli strepiti di Salvini e braccio di ferro Lifeline

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