Ulteriore furto di terra in Jordan Valley

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31 dicembre 2015 | International Solidarity Movement, Nablus team| Valle del Giordano, Palestina occupata

Nel corso degli ultimi 6 mesi, la Campagna Jordan Valley Solidarity ha registrato ulteriore furto di terra nel villaggio Fasayal nella Valle del Giordano. Il terreno, che originariamente apparteneva al proprietario palestinese, è stata invaso 6 mesi fa dalle autorità israeliane, accompagnate da coloni e bulldozer provenienti da insediamenti israeliani vicini e illegali. Gli abitanti del posto dicono che sono stati visti lavorare sul terreno in modo da livellare la superficie del suolo per prepararlo per piantare alberi. Gli abitanti del posto hanno riferito che il 19 dicembre le autorità israeliane con i coloni israeliani stavano scavando buche per alberi; finora, 400-500 alberi sono già stati illegalmente piantati per terra. Il terreno si trova tra due insediamenti illegali israeliani, Yafit e Masu’a, e inoltre confina con la strada 90, che ha portato alla negazione di accesso per molti proprietari terrieri palestinesi alla loro terra a causa di “motivi di sicurezza”.

valle del Giordano

Bulldozer israeliani visti preparare la terra di proprietà palestinese in Fasayal, Jordan Valley.

Come l’87% della Valle del Giordano è dichiarata zona C e un ulteriore 7%, che è formalmente parte della zona B, è dichiarata riserva naturale, la maggior parte della Valle del Giordano è off limits per il popolo palestinese. Inoltre, il 50% della superficie è controllato dalle colonie israeliane illegali, e il 45% si dichiara basi militari, “zone chiuse militari”, “riserve naturali” e “firing zone”, negando l’accesso ai palestinesi e facilitando le demolizioni  di tende, case, pozzi ecc. in zona C, dove ottenere i permessi per costruire scuole, ospedali, reti idriche, strade o altre infrastrutture di servizio di base è praticamente impossibile, ciò viola i bisogni fondamentali e i diritti umani della popolazione palestinese residente. Le forze israeliane distruggono le infrastrutture e gli edifici costruiti senza permesso.

Opprimendo il popolo della Valle del Giordano in questo modo, le forze di occupazione israeliane sono riuscite a diminuire la popolazione palestinese da 320.000 nel 1967 a circa 55.000 persone. Negli stessi quattro decenni, 37 insediamenti illegali israeliani sono stati stabiliti e ora ospitano 10.000 coloni, che godono di uno sconto del 75% sulle bollette di acqua e ottengono terra rubata a buon mercato. Al contrario, i palestinesi soffrono di estrema mancanza di accesso all’ acqua essendo i loro serbatoi di acqua confiscati e  i loro pozzi demoliti. Inoltre, le autorità israeliane vietano ai palestinesi di scavare nuovi pozzi o la riassegnazione dei vecchi pozzi, costringendo i palestinesi ad avere pozzi a 150 metri di profondità, dove l’acqua è o salata o inesistente a causa della costruzione delle fonti vicine per soli Ebrei.  Gli israeliani sono autorizzati a scavare pozzi profondi 400-500 metri, a volte colpendo saline che causano acqua salata nei pozzi palestinesi.

 

http://reteitalianaism.it/reteism/index.php/2015/12/30/ulteriore-furto-di-terra-in-jordan-valley/

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