Un mese fa Giulio Regeni spariva nel nulla. Verità sul suo assassinio ancora lontana

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25 feb 2016

Era l’anniversario della rivoluzione di piazza Tahrir contro Mubarak. Una settimana dopo il ritrovamento del corpo del ricercatore italiano orribilmente torturato. L’Egitto ora parla di “omicidio per vendetta”. La famiglia: “Contrasteremo ogni depistaggio”

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Giulio Regeni con la madre, il padre e la sorella (foto da internet)

della redazione

Roma, 25 febbraio 2016, Nena NewsNon accetta verità di comodo la famiglia di Giulio Regeni, ad un mese dalla scomparsa del giovane ricercatore italiano ritrovato assassinato all’inizio di febbraio alla periferia del Cairo. Chiede quella verità che a tutti appare evidente ma che le autorità egiziane continuano a negare – il coinvolgimento dei servizi di sicurezza – per parlare invece di “omicidio per motivi di vendetta”, non mancando di avanzare l’ipotesi di un “complotto” per minare le relazioni tra Italia ed Egitto. Dopo quella dell’incidente stradale, dell’omicidio a sfondo omosessuale, dell’atto criminale, dell’assassinio per mano di militanti dei Fratelli Musulmani, quella della vendetta è la quinta pista che tirano fuori gli investigatori egiziani. Una linea che allontana la verità e ferisce la famiglia Regeni.

“Preso atto delle dichiarazioni del ministro dell’interno egiziano, ribadiamo con forza, insieme al ministro (degli esteri italiano) Gentiloni, di non volerci accontentare di verità di comodo e di non accettare nessun tentativo di infangare la memoria di Giulio” hanno ribadito ieri i legali della famiglia Regeni. “Noi faremo tutto quanto nelle nostre possibilità – hanno aggiunto – per giungere al pieno accertamento della verità, e reagiremo ai tentativi di depistaggio, da dovunque questi provengano, con tutti i mezzi e in tutte le sedi che il diritto mette a nostra disposizione. Lo dobbiamo a Giulio alla sua famiglia e alla giustizia”.

Le indagini non hanno portato ad alcuna conclusione credibile e sembrano avere l’unico obiettivo di sottrarre ad ogni responsabilità i servizi di sicurezza egiziani che pure tenevano sotto osservazione Giulio Regeni a causa delle sue ricerche, in particolare quelle riguardanti i sindacati indipendenti e il mondo del lavoro. Per il Cairo, Regeni sarebbe rimasto vittima di un omicidio premeditato per una vendetta causata da motivi personali. Le indagini, ha scritto il ministero dell’interno in un comunicato diffuso ieri, hanno accertato che l’italiano aveva relazioni con abitanti del quartiere in cui viveva, molti dei quali sono stati interrogati. Nel comunicato si aggiunge che gli investigatori egiziani e quelli italiani, giunti in Egitto il 5 febbraio, cooperano e si scambiano informazioni. La realtà è ben diversa. Agli italiani non sono stati ancora consegnati l’esito dell’esame autoptico, i tabulati delle telefonate fatte e ricevute da Regeni, l’analisi dell’ultima cella telefonica agganciata dal telefono del ricercatore, i verbali delle testimonianze raccolte dagli egiziani, la visione delle telecamere di sorveglianza lungo la strada dove abitava e delle due stazioni della metropolitana che il ricercatore avrebbe dovuto raggiungere il 25 gennaio.

Le affermazioni del ministero dell’interno egiziano sono state smentite peraltro anche dal ministro Gentiloni che ieri alla Camera ha detto che l’Italia non si accontenterà “di piste improbabili, come quelle evocate oggi (ieri) dal Cairo”, aggiungendo che l’Italia “chiede semplicemente ad un paese alleato la verità e la punizione dei colpevoli” dell’assassinio del giovane ricercatore italiano. “Il passare del tempo – ha ribadito Gentiloni – non ci farà desistere. Pretendiamo e pretenderemo la verità: credo che lo dobbiamo alla famiglia e alla dignità del nostro Paese”.

Le cose andranno davvero così? L’Italia continuerà a premere sull’alleato Egitto e sul suo presidente Abdel Fattah al Sisi, per ottenere la verità sul brutale assassinio di Giulio Regeni? O alla fine la ragione di stato e i forti interessi economici del nostro Paese in Egitto (vedi ENI), avranno il sopravvento su quella verità che Gentiloni oggi proclama “irrinunciabile”? Nena News

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