un posto caldo

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ieri pomeriggio stavo sfogliando un libro che parlava di come massaggiare correttamente mani e piedi in modo da ricavarne un benessere fisico: le terminazioni nervose dei piedi arrivano direttamente al cervello ed ogni parte della pianta ne ha di correlate con diversi organi del corpo; lo sapevano bene anche gli agenti dei servizi segreti iraniani quando prima della rivoluzione khomeinista prediligevano fra i mezzi di tortura quello delle frustate ai piedi, spesso troppo dolorose per non svenire. sono trent’anni che la Comunità Internazionale si è espressa ufficialmente contro ogni forma di tortura perchè lesiva dei diritti dell’uomo, le torture dovrebbero essere estinte a pochi paesi sottosviluppati. eppure ancora oggi in alcune aree del mondo dove ci si dichiara civili, dove sarebbe un dovere rispettare le convenzioni, questi pezzi di carta valgono poco; uno fra tutti la Cisgiordania.

si parla tanto di settimane bollenti in quest’estate italiana, ma bisognerebbe andare nella valle del Giordano a vedere come se la stanno passando i Palestinesi senz’acqua. E’ dal 1967 che i coloni israeliani hanno il controllo di tutte le sorgenti: il Popolo Eletto dall’Onnipotente impedisce ad altri esseri umani di avere accesso all’acqua. Nel gennaio di quest’anno un gruppo di persone accompagnate da Luisa Morgantini, dopo aver visitato la valle ha dichiarato sconcertata “ è il luogo più assurdo sulla Terra; i coloni israeliani e palestinesi vivono letteralmente fianco a fianco in quella che è una terra molto fertile e ricca d’acqua; i vincitori prescelti hanno estese coltivazioni di palme arance datteri vigne, i perdenti prescelti devono acquistare ogni goccia a prezzi cinque volte superiori con delle conseguenze spaventose sulla loro vita “ La settimana scorsa Gideon Levy ha denunciato l’orrore di cui ancora una volta si stanno macchiando gli israeliani: la confisca dei serbatoi d’acqua destinati a palestinesi e beduini. “ ho visto le persone a cui Avi ha confiscato i serbatoi lasciandole in balìa della sete: bambini appena nati, una ragazzina disabile, un maschietto che aveva subito da poco un operazione chirurgica, donne e anziani e naturalmente le pecore “. Levy è un giornalista israeliano.

dove sono gli altri israeliani? per quanto ancora potranno girarsi dall’altra parte? e dove è la Comunità Internazionale che parla nel nome dei diritti umani solo nei luoghi in cui più gli fa comodo?

 

 http://failcaffe.wordpress.com/2012/07/18/un-posto-caldo/

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