Una farsa. Imperdonabile.

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di Paola Caridi

Che figura! Che farsa. 27 febbraio: il parlamento italiano discute un florilegio di mozioni, pro o contro il riconoscimento (simbolico) dello Stato di Palestina, e una discussione francamente vaga, terribilmente intrisa di luoghi comuni, slogan, stereotipi. A emergere, è stata solamente la paura di gran parte dei deputati di rimanere invischiati in una querelle considerata periferica, di fronte alle minacce dell’ISIS, al possibile intervento militare in Libia, al rovello siro-iracheno. Perché occuparsi del conflitto israelo-palestinese, quando le emergenze e le urgenze internazionali sono altre? Questa è sembrata la domanda di fondo, tra le pieghe di un dibattito stanco, privo della necessaria conoscenza sul terreno, dei fatti, degli uomini, delle sofferenze, della storia.
Perché occuparsi del conflitto israelo-palestinese, alla vigilia delle ennesime elezioni israeliane, e rimanere invischiati nelle paure di Israele, proprio nella fase in cui impazzano i talkshow allarmisti sull’islam, il terrorismo, la guerra prossima ventura?
Una discussione pilatesca, è stata definita. Una descrizione calzante, soprattutto per quell’imperdonabile farsa delle mozioni di segno diverso approvate a pochi minuti di distanza l’una dall’altra. Una a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina, pur con tutte le cautele del caso. L’altra che poneva talmente tanti paletti da voler rimandare la costituzione di uno Stato di Palestina a data da destinarsi. Cioè, mai. Imperdonabile, la farsa.
Per diversi motivi. Anzitutto perché diminuisce, sino ad annacquarla completamente, la statura internazionale dell’Italia. Rievocando antiche immagini di una Italietta senza coerenza, in una fase così delicata che avrebbe al contrario richiesto coraggio, in un senso oppure in un altro. In secondo luogo, imperdonabile perché consolida i rumors sulle pressioni esercitate sui politici italiani per il rinvio della discussione, in maniera tale da non incidere sulla campagna elettorale israeliana.
Che siano falsi, verosimili o veri i rumors sulle pressioni esercitate sulla politica italiana, il danno è ormai fatto. Di fronte all’Europa, prima ancora che di fronte al Medio Oriente, l’Italia ha fatto una pessima figura. Tanto debole da inficiare qualsiasi ruolo futuro sullo scacchiere mediterraneo.

Striscia di Gaza

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