Una lettera aperta a tutti coloro che aiutano la famiglia di Shalit

107-002

di Yossi Schwartz

Se il prezzo per il rilascio di mille prigionieri politici palestinesi è un soldato israeliano che ha partecipato all’assedio criminale di Gaza, che vada pure cosi.
Voi capite che il governo israeliano è responsabile del fatto che Shalit è ancora prigioniero perché Netanyahu rifiuta di liberare i prigionieri palestinesi. Voi volete scambiare Shalit perché ai vostri occhi la vita di un israeliano vale molto di più di quella di mille palestinesi. Tutti gli 11.000 prigionieri politici palestinesi dovrebbero essere liberati, perché appartengono a un popolo che lotta contro l’oppressione di cui fate parte.
Quello che non capite è che lo stato d’Israele è responsabile dell’assedio criminale di Gaza, in cui 1 milione e mezzo di persone vivono in una enorme prigione a cielo aperto. Non avete chiesto che l’assedio finisse, o il ritorno degli sfollati palestinesi, o la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi – perché credete ancora che il nemico sia il popolo palestinese e in particolare coloro che hanno lottato contro il loro oppressore.
Voi credete che Hagana, Etzel e Palmach, organizzazioni che hanno usato il terrore contro i palestinesi, siano stati combattenti per la libertà, ma che i palestinesi che stanno lottando per la loro libertà siano terroristi. (…)
Shalit vi appare un soldato innocente che ha fatto il suo dovere. Comprendete il dolore che prova la famiglia Shalit: non possono averlo con sè, parlargli, o essere sicuri che stia bene. Ma dobbiamo comprendere anche il dolore delle famiglie di 11.000 prigionieri politici palestinesi trattenuti nelle galere israeliane: non possono vedere i loro figli, parlare con loro, o essere sicuri di non essere torturati.
Non sentiamo che anche voi incominciate ad immaginare il dolore delle famiglie palestinesi. Da quattro anni siete preoccupati per Shalit, ma non lo siete mai stati per la sofferenza della popolazione di Gaza.
Fino a quando continuerete a pensare e sentire in questo modo, non solo gli operai e i contadini palestinesi e arabi del Libano e di Gaza, della Cisgiordania e negli altri Stati della regione soffriranno a causa dello Stato d’ Israele – ma non sarete mai sicuri e liberi, perché coloro che opprimete non potranno esserlo.
Israele non è diverso dal regime di apartheid che esisteva in Sud Africa. I palestinesi sono i neri della Palestina e gli israeliani gli Afrikaners della Palestina. Gli Ebrei hanno sofferto in Europa, ma i palestinesi stanno soffrendo in questo paese che gli è stato rubato da loro. Vivete sulle loro terre e nelle loro case o sulle macerie delle loro dimore. Potete vivere in questo paese come persone libere e sicure. Ma questo succederà soltanto quando lotterete per uno Stato diverso – una nazione in cui non vi sia razzismo, oppressione e sfruttamento.
Il vostro futuro è soltanto insieme. Come fratelli e sorelle.

Yossi Schwartz fa parte dei Lawyers for Palestinian Human Rights (Avvocati per i Diritti Umani dei Palestinesi, Canada) e del Bar of Ontario and Israel (Ordine dell’Ontario e di Israele) e abita in Israele.

Giovedì 22 Luglio 2010 , Dissidentvoice
(tradotto da Leonhard Schaefer)

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1 Commento

  1. L’ipocrisia israeliana èla testimonianza più drammatica della retorica…della memoria che in fondo ,a mio avviso è soltanto una forma di assoluzione … che legittima i massacri quotidiani e non rispettano le vittime che condannano il passato

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