UNA LETTERA DA GAZA. In esclusiva per BoccheScucite …

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UNA LETTERA DA GAZA. In esclusiva per BoccheScucite il ricordo struggente dell’Operazione Margine protettivo, ad un anno dal massacro. L’autore è anche il protagonista del nuovo FILM in distribuzione in tutta Italia, “TOC-TOC il ritorno del principe di Gaza

Gaza

 “Ti devi abituare, caro!”

Un anno fa, come oggi, è iniziata.

Quella sera, dopo aver rotto il digiuno del Ramadan, ero uscito con i miei amici e siamo andati  verso il mare.  Come al solito un caffè e un narghilè e poi fino alle due,  alle tre di notte a chiacchierare.

Ma questa volta non era come al solito. Eravamo in tre su una moto,  perché l’amico autista non era riuscito a prendere la macchina a suo padre. Nell’aria tensione e ansia per le  minacce israeliane.

 Eravamo ancora seduti, con la tazza del caffè piena e un narghilè veramente speciale, quando il mio cellulare ha cominciato a suonare, come impazzito. Da dentro le urla di mia madre, che piangendo mi implorava: “ dove sei, dimmi subito, torna a casa! Ti prego, dimmi che non sei al mare!” io non riuscivo nemmeno a rispondere, faceva tutto lei: chiedeva, rispondeva e gridava. Un secondo dopo anche un mio amico ha ricevuto la chiamata di suo padre: “Torna a casa subito, dimmi che non sei in moto…”, e alla sua risposta affermativa, una scarica di parolacce.

 E’ così che abbiamo capito che era iniziata l’operazione Margine protettivo.

E via in tre sulla moto. E la strada non mi è mai parsa così lunga e la moto tanto lenta, mentre il mio povero cellulare suonava di continuo: chiamavano i  fratelli, papà e mamma e ovviamente la mia  carissima futura sposa ad un mese dalle nozze. E io non rispondevo.

 Avevo tanta paura, non sentivo le gambe perché, mentre correvamo,  sentivo le bombe che cadevano dappertutto.

Ho chiuso gli occhi e ripetevo il Quran ad alta voce fino che si è fermata la moto e il mio amico mi ha detto: “Scendi. Sei a casa tua, buonanotte. Io non torno a casa perchè  mio padre mi spacca la testa che sono uscito in moto”.

Ho aperto la porta e sono entrato. Dalla tv notizie a tutto volume. Tutta la famiglia mi ha guardato e tutti si sono meravigliati per la mia faccia bianca dal terrore. “Bentornato a Gaza Mamo. Ti devi abituare caro!” ha esclamato mio padre.

Perchè questo era il primo massacro che vivevo e che avrei testimoniato di persona.

Infatti avevo seguito, con angoscia immensa, ma dall’Italia, Operazione Piombo fuso nel 2008 e Operazione Colonna di nuvole nel 2012.

 Oggi scrivo questi parole

e non mi ricordo come siamo usciti vivi da questo macello.

Un mese dopo il massacro ho sposato Orouba, la mia fidanzata da 8 anni, che oggi entra nel suo nono mese di gravidanza.

Forse oggi o domani o tra una settimana arriva il nostro principe!

Ad un anno dalla carneficina, per dire a quelli che non sanno cosa significa vivere nonostante tutto.

 

Mahmoud, detto Mamo

PER ORDINARE IL FILM TOC-TOC Il ritorno del principe di Gaza scrivere una mail a   unponteperbetlemme@gmail.com

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