UNA VIA CRUCIS SULLE PISTE DEI GALLA

Una via crucis sulle piste dei  Galla

’Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo……   ’’Il deserto non porta eco ma il nostro canto pieno di emozione se è ripetuto 15 volte nel deserto di Obok.

Gli Oromo,ma è meglio chiamarli Galla,perché questo nome è diventato dispregiativo, sono una tribù che vivono in Etipia al confine ovest di Gibuti.I Galla sono una tribù molto povera,nomade,senza fissa dimora e senza documenti di appartenenza quindi soggetta a tutti i soprusi ,in Etiopia e altrove fanno i lavori più umili per sopravvivere e spesso si mettono in cammino verso altre nazioni che vedono come ‘’eldorado’’ per il loro futuro ,ma spesso non è così.Noi incontriamo file di giovani affamati e assetati lungo le piste dei deserti di Gibuti che vanno disperatamente verso il nord.Spesso la fame e la sete li sfinisce per strada e lì ,tra le pietre infuocate termina il loro sogno di una vita migliore.La loro meta sognata è arrivare sulle rive del mare difronte allo Yemen,riuscire ad attraversare e poi dopo tanti altri giorni di marcia e di stenti raggiungere l’Arabia Saudita dove c’è bisogno di manodopera ed è pagata bene.

Ebbene tutta questa premessa per dirvi che venerdì scorso mi trovavo ad Obok (al nord del paese di Gibuti)e con le tre suore indiane della congregazione della presentazione di Maria al tempio, dopo aver fatto il ritiro mensile di inizio quaresima,abbiamo pensato di terminarlo con la via Crucis.Cosa ci puo’ essere di più significativo che viverla  proprio là dove tutti i giorni tanti poveri in cerca di lavoro portano la loro croce?Partiamo per il deserto carichi di acqua e pane da lasciare agli affamati che incontreremo sul nostro cammino.Il sole è quasi all’orrizzonte ,rosso infuocato ma la brezza del deserto rinfresca un po’.I nostri fratelli Galla oggi non sono ancora in cammino.Siamo soli : meditando in silenzio e cantando passiamo da un cespugluio all’altro distante anche centinaia di metri,e qui troviamo i resti del passaggio dei nostri fratelli.Ci fermiamo preghiamo e dentro un involucro protetto lasciamo pane e acqua per chi fra qualche ora sarà all’appuntamento con la vita che li chiama ancora lontano dalla loro terra,dalla loro famiglia per continuare ad esser persone.

Così per 15 volte e ci accorgiamo allora di aver fatto alcuni chilometri in quel deserto che ormai conosciamo bene,avendolo già fraquentato più volte,e con il cuore gonfio di tristezza ,ritorniamo sui nostri passi verso casa ,pensando a chi ancora questa sera non dormirà in una casa ma sotto quei cespugli ,da noi visitati.Ormai il sole è tramontato e noi siamo alle porte della cittadina di Obok e girandoci verso il desrto incominciamo a vedere ombre che nella notte,lentamente in fila indiana,senza nulla nelle mani e sulle spalle ,solo con tanta speranza nel cuore percorreranno la loro via crucis,la nostra via crucis,la via crucis di Cristo.

‘’…Con la tua santa Croce hai redento il mondo.’’

Padre Francesco

 

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