UNESCO: ISRAELE ACCELLERA ESPANSIONE COLONIE

Ma il governo Netanyahu congelerà anche il trasferimento all’Anp di fondi palestinesi, in risposta all’ammissione due giorni fa della Palestina nell’agenzia dell’Onu per la cultura, le scienze e l’istruzione.

Gerusalemme, 02 novembre 2011, Nena News – La ritorsione del governo Netanyahu è scattata puntuale, come tutti si attendevano, in risposta all’ammissione della Palestina nell’Unesco. Ieri sera, dopo ore di riunione, il gabinetto ristretto israeliano (i sette ministri più importanti) ha deciso di accellerare la costruzione di 2mila case per coloni a Gerusalemme Est e in Cisgiordania e di congelare il trasferimento di fondi palestinesi (dazi doganali e tasse) che è tenuto a raccogliere per conto dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) nel rispetto degli accordi di Oslo del ‘93. Esultano i coloni israeliani che definiscono le decisione del governo “un passo nella giusta direzione”.

Immediata è arrivata la replica palestinese. Quella israeliana è una decisione «disumana» che «accelera la distruzione del processo di pace», ha protestato l’Anp. Congelare i fondi significa «rubare il denaro del popolo palestinese», ha detto Nabil Abu Rudeina, portavoce del presidente dell’Anp Abu Mazen.

Delle nuove abitazioni per coloni israeliani, 1650 saranno costruite nella zona palestinese di Gerusalemme e le altre a sud di Betlemme, che sarà il primo sito per il quale i palestinesi chiederanno all’agenzia Onu la registrazione come patrimonio dell’umanità. «Non resteremo con le braccia conserte», aveva avvertito lunedì Netanyahu. E le contromosse, minacciose, sono arrivate dopo 24 ore. Netanyahu  sostiene che «le fughe in avanti» di Abu Mazen rappresentano una infrazione degli accordi di Oslo, perché unilaterali. Il suo ministro degli esteri Avigdor Lieberman si è spinto fino ad evocare la rottura totale di rapporti con l’Anp. Israele, forte del pieno appoggio dell’Amministrazione Obama, potrebbe anche negare il permesso d’ingresso a future delegazioni dell’Unesco.

L’Anp non sembra, almeno per il momento, fare marcia indietro e assicura che proverà ad ottenere l’ammissione della Palestina in una dozzina di agenzie dell’Onu e di organizzazioni internazionali. Il prossimo obiettivo è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il ministro della salute Fathi Abu Moghli ha già preso contatto con i funzionari dell’Oms in Cisgiordania. Subito dopo verrà l’Agenzia atomica internazionale. Nena News

 

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