Unione Europea: manca il consenso internazionale al riconoscimento di Israele come stato ebraico

25 Gen 2014

Martedì scorso, l’ambasciatore Lars Faaborg-Andersen, il rappresentante dell’Unione Europea in Israele, ha affermato che la costruzione di colonie non farà altro che isolare lo stato di Israele. Ha sottolineato che “gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale e che costituiscono un ostacolo al progresso politico del processo di pace”, e che, nel caso di un fallimento dei colloqui di pace, lo stato israeliano sarà considerato il responsabile. 

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L’ambasciatore dell’Unione Europea in Israele ha ribadito il mancato consenso internazionale per il riconoscimento di Israele come stato ebraico /Foto: Time of Israel

Le dichiarazioni di Faaborg-Andersen sono state rilasciate in risposta al recente annuncio israeliano della costruzione di nuovi insediamenti. Mercoledì, Israele ha annunciato la volontà di proseguire con la costruzione di 261 nuove unità abitative a Nofei Prat, una colonia ubicata tra Gerusalemme e Gerico, e ad Ariel, nel nord-ovest della Cisgiordania. La decisione arriva dopo l’annuncio di martedì del piano di costruire 381 nuove abitazioni, che porta a 2.791 il numero di nuovi edifici nelle colonie annunciati dall’inizio del 2014. La comunità internazionale ha condannato l’annuncio israeliano. Faaborg-Andersen ha avvertito che :“Se Israele continua con la politica di espansione degli insediamenti nella Cisgiordania e se non ci dovessero essere dei risultati dai recenti colloqui di pace, temo che si verrebbe a creare una situazione in cui Israele si troverà sempre più isolato nella comunità internazionale.”

“Se i colloqui vengono mandati a monte a causa degli annunci israeliani di nuove costruzioni negli insediamenti, allora la colpa verrà attribuita a Israele,” ha aggiunto.

Secondo Peace Now, un osservatorio delle colonie, “l’aggiunta di 256 unità abitative al piccolo e isolato insediamento di Nofei Prat, ne cambierà drasticamente la struttura, ampliandone la grandezza e la popolazione in modo significativo. In effetti, le unità pianificate ne triplicheranno la grandezza.”

In una dichiarazione, Peace Now ha affermato che i lavori potrebbero partire “senza il bisogno di un ulteriore approvazione politica o consapevolezza dell’opinione pubblica.”

Israele si è lamentata della dura reazione europea alla costruzione di nuove abitazioni negli insediamenti nella Cisgiordania. Il ministro israeliano degli Affari Esteri, Avigdor Lieberman, ha incontrato Faaborg-Andersen lo scorso mercoledì per esprimere le proprie critiche alla posizione “unilaterale” dell’Unione Europea nei confronti del conflitto israelo-palestinese. Lo scorso venerdì Nissim Ben Shirit, capo dell’esecutivo del Ministero degli Affari Esteri, ha convocato gli ambasciatori di Italia, Spagna, Francia e Gran Bretagna in risposta alla convocazione degli ambasciatori israeliani in questi paesi, in seguito alla decisione del governo israeliano di pubblicare delle gare d’appalto all’inizio del mese di gennaio per la costruzione di 1.400 unità abitative nelle colonie.

Secondo NRG, un sito web israeliano conservatore, gli ufficiali israeliani sostengono che, contrariamente al segretario di stato Americano John Kerry, l’Europa esprime il proprio supporto solo alla posizione palestinese. Gli ufficiali ritengono anche, che il focalizzarsi troppo sulle critiche a Israele e agli insediamenti da parte dell’Unione Europea stia minando i negoziati, poiché i palestinesi sono consapevoli che l’Europa considererà Israele il responsabile di un eventuale fallimento dei colloqui.

L’ambasciatore Faaborg-Andersen ha rifiutato tali accuse. Ha inoltre affermato che: “C’è un consenso internazionale sul fatto che Israele debba convivere a fianco di uno stato palestinese nei confini del 1967, con un eventuale scambio di terra, con Gerusalemme come capitale di due stati e che debba essere trovata una soluzione appropriata alla questione dei rifugiati.”

L’ambasciatore ha sottolineato come gli insediamenti siano illegali secondo al diritto internazionale e che costituiscono un ostacolo al processo di pace.

Secondo NRG, Faaborg-Andersen ha inoltre aggiunto che “il riconoscimento di Israele come uno stato ebraico non riscontra il consenso della comunità internazionale.” L’ambasciatore ha osservato come l’Unione Europea non abbia preso posizione a questo proposito.

“Non siamo sicuri di quale siano il significato e le implicazioni di tale riconoscimento per le altre questioni centrali e crediamo che sia un argomento di cui le controparti dovrebbero discutere.”

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 Inviato da aicitaliano il Sab, 25/01/2014 – 16:48

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