Utopia in Palestina

Utopia in Palestina

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri, non dimenticare il cibo delle colombe.

Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri, non dimenticare coloro che chiedono la pace.

Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri, coloro che mungono le nuvole. mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri, non dimenticare i popoli delle tende.

Mentre dormi contando i pianeti , pensa agli altri, coloro che non trovano un posto dove dormire.

Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri, coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso, e dì : magari fossi una candela in mezzo al buio.

 

La mia storia, di Rana Alshami

31 Ottobre 2012

Mi chiedo come iniziare a scrivere su di me. C’è così tanto da dire che non so esattamente dove dovrei cominciare.

Il mio nome è Rana. Sono una ragazza Palestinese di diciannove anni. Sto studiando letteratura inglese presso l’Università Islamica di Gaza. Ho finito due anni e ora sono al terzo. A causa della situazione qui a Gaza, è molto difficile studiare e fare progressi.

Nessuno può sopportare il fatto di vivere qui. Gaza è in crisi: economicamente, socialmente e culturalmente. Soffriamo di mancanza di energia elettrica. Il carburante che alimenta la stazione centrale scarseggia. Il nostro mondo è pieno di guerre, problemi di salute, problemi emotivi e anche di tutti i tipi di problemi fisici. Chi è responsabile di tutte queste cose terribili? Il popolo d’Israele? Il governo di Israele? Chi è responsabile? Ogni giorno aumenta il numero di morti e feriti, costantemente. Le nostre vite sono diventate un inferno. La gente vuole partire per altri paesi. Ma Israele non lo permetterà a molti.

Voglio raccontare la mia storia. Quattro anni fa, quando avevo quindici anni, Israele ha distrutto la mia casa con un razzo. Il sogno a cui avevo lavorato da quando ero una bambina è stato distrutto, ma mi sono detta “Va bene. Sono ancora viva e posso trovare un nuovo sogno”. Il mio sogno era di lasciare la  Palestina e studiare medicina in un paese straniero per poi usare le mie conoscenze per aiutare la mia gente.

All’inizio, mio padre voleva che io diventassi un medico, ma ricevetti un punteggio dell’ 82% sui miei esami. Non era abbastanza elevato. Mi vergognavo. Quando ho sentito i risultati mi appoggiai al muro e piansi. Ma poi ho capii che reagire in tal modo era solo un segno di debolezza, così ho asciugato i miei occhi e mi misi a sedere tranquillamente nella mia stanza, riordinando i miei pensieri e le mie idee.

Mio padre era deluso per il mio basso punteggio; perché quello era anche il suo sogno . Era solito chiamarmi Dott. Rana. Mi sono promessa che lavorerò duramente per abbattere le barriere che si trovano sulla mia strada e per superare tutte le sfide che dovrò affrontare nella mia vita personale, a scuola e anche nella mia comunità, e un giorno renderò mio padre orgoglioso di me .

Ho deciso di entrare alla facoltà delle arti, un settore nuovo e un nuovo sogno. Dovendo ricominciare da zero è stato molto difficile. Nei miei due anni di università ho avuto voti bassi, ma ho ancora possibilità. Io credo in me stessa e so quali sono i miei talenti.

Voglio viaggiare al di fuori della Palestina, ma non so come. So che è il momento di contare su me stessa, senza dover dipendere da nessuno, nemmeno da mio padre. Devo mettermi alla prova in tutti i settori della mia vita, avere fiducia in me stessa e prendere le mie decisioni. Posso lavorare duro e posso lavorare sotto pressione per raggiungere i miei obiettivi. Viaggiare all’estero è al top delle mie priorità. Mano nella mano, cuore a cuore, siamo in grado di realizzare i nostri sogni

Voglio smettere di prendere soldi da mio padre. Mi sento in imbarazzo ogni volta che glieli chiedo. Spero di trovare un lavoro coerente ai miei studi. Cerco le sfide e sono sempre al lavoro per migliorare me stessa. Mi assumo i rischi, amo l’avventura ed ho una mente aperta.

So di avere il potere di vivere una vita positiva. Io so che la vita non è un letto di rose, quindi ho bisogno di lavorare sulla mia pazienza. Ho fiducia in Dio e mi fido di me stessa. Ci sono quelli che vogliono abbattermi . Mi chiamano fallita, ma quando sorrido distruggo le loro illusioni e mostro quanto sono forte.

Voglio mostrare al mondo ciò che ci sta succedendo a Gaza. Voglio rappresentare il mio paese e mostrare al mondo silenzioso come i palestinesi vengono uccisi ogni giorno, mentre gli israeliani e gli americani si stanno godendo la loro vita.

Dannazione! Dove si trova l’umanità nel mondo? Come possono le persone perdere la loro umanità? Non smetteremo mai di combattere fino a quando gli israeliani non riconosceranno i nostri diritti e rilasceranno tutti i prigionieri politici palestinesi dalle loro prigioni. Non vogliamo più sangue, più massacri, vogliamo solo la pace e la sicurezza. Queste sono le condizioni di cui tutti nel mondo hanno bisogno per vivere una vita dignitosa.

Rana

http://utopiainpalestina.altervista.org/blog/la-mia-storia-di-rana-alshami/

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