Vergogna Yemen, gli Usa frenano ma i sauditi come con Khashoggi

0

MONDO ARABO

La morte della piccola Amal, uccisa di fame nello Yemen. Gli Stati Uniti dalle sensibilità politiche elettorali ora chiedono la fine della guerra, ma subito nuovi bombardamenti sauditi.
-Cronache e denunce dal New York Times, The Times ed El Pais

Due giorni fa Amal

Vergogna Yemen: è morta Amal, la bambina simbolo della guerra dimenticata. “Il mio cuore è infranto”, ha detto sua madre, Mariam Ali. “Amal sorrideva sempre. Ora sono preoccupata per i miei altri figli”. 1,8 milioni di bambini nel paese soffrono di malnutrizione a causa del conflitto.

Sensibilità elettorali Usa

Gli Stati Uniti dalle sensibilità politiche elettorali, sempre due giorni fa chiedono la fine della guerra. L’orrore emotivo per le immagini di Amal che il New York Times decide di mettere in prima pagina, e l’indignazione non ancora sopita, per l’assassinio di Stato, con l’oppositore Khashoggi fatto letteralmente a pezzi. Troppo poco regale, ed amici decisamente imbarazzanti anche per l’attuale Casa Bianca.

The Times, UK

«Mattis and Pompeo demand immediate ceasefire in Yemen’s war». Dunqe, i noti guerrafondai Usa Mattis e Pompeo chiedono l’immediato cessate il fuoco nella guerra in Yemen. Svolta radicale, visto il sostegno politico e di armamenti alla coalizione saudita che massacra. Ovviamente i due prima se la prendono con i ribelli Houti, quelli sotto attacco ma dalla ‘parte sbagliata’ del nemico numero uno Iran.

Miracoli trumpiani

E anche i miracoli devono avvenire di corsa negli Stati Uniti sovranisti: dopo tre anni di massacri, trenta giorni per la pace. Altrimenti ci arrabbiamo? Consultazioni in Svezia sotto il patrocinio Onu da iniziare entro novembre per arrivare alla ‘smilitarizzazione dei confini’, rassicurazione saudita, e tutti gli armamenti pesanti sotto osservazione internazionale, fantastica Pompeo che ogni tanto regredisce alle pensate Cia. Ovviamente la prima mossa, ‘cessate il fuoco totale e subito’, tocca ai ribelli Houti.

Britannici scetticismi

Il giorno prima Alistair Burt, il ministro britannico per il Medio Oriente, aveva discusso contro una tregua, sostenendo che sarebbe inutile senza un processo politico parallelo. La Gran Bretagna e gli Stati Uniti forniscono entrambi sostegno alla coalizione guidata dai sauditi e sono i due principali fornitori di armi del mondo in quella guerra. Jeremy Konyndyk, l’ex dell’assistenza Usa americana contro il disastro umanitario già avverte Pompeo della partenza a piede sbagliato.

Nel frattempo si muore

L’Onu avverte che una incombe una catastrofica carestia causata dal blocco aereo e navale della coalizione che sta mettendo a rischio 14 milioni di vite. Potrebbe essere la peggiore carestia in un secolo. L’Onu denuncia oltre 16.000 vittime causate da attacchi aerei dalla coalizione saudita. Valutazioni britanniche con dati raccolti sul territorio parlano di almeno 56.000 persone uccise nella guerra, dalla fame e alla epidemia di colera in corso.

Risposta regale saudita

Per questa cronaca passiamo allo spagnolo, El Pais. «Nuevo bombardeo saudí en Yemen a pesar del llamamiento de EE UU al cese de la guerra». Nuovo bombardamenti saudita nello Yemen, nonostante appello degli Stati Uniti per la cessazione della guerra. E l’orrore, sentite questa, che tutto parte dalla base aerea di Al Dailami, aeroporto militare della capitale, mentre l’aeroporto internazionale di Sana’a, è di fatto chiuso anche per l’Onu che l’utilizza per il trasporto di aiuti umanitari e l’ingresso e l’uscita del proprio personale, quando ci riesce.

Opportunismi elettoral-politici

Mentre il governo yemenita di Hadi afferma di essere disposto a cercare una soluzione politica, la coalizione saudita è rimasta in silenzio, ed ha anzi annunciato l’invio di 10.000 soldati al fronte di Hodeida, l’unico grande porto nelle mani degli huthi, da cui arriva il 70% dei già inadeguati auti umanitari. Considerazione politica finale: «De ahí que algunos observadores hayan querido ver en la vulnerabilidad saudí tras el caso Khashoggi una posibilidad para la Casa Blanca de acabar con la guerra de Yemen y las presiones que desde hace meses le genera en el Congreso». Vulnerabilità saudita dopo caso Khashoggi e la Casa Bianca a fare i conti con le pressioni del Congresso.

Vergogna Yemen, gli Usa frenano ma i sauditi come con Khashoggi

Vergogna Yemen, gli Usa frenano ma i sauditi come con Khashoggi

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Protected by WP Anti Spam

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.