Viaggio del Papa in Terra Santa: motto e logo sull’unità dei cristiani

14/03/2014

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Il sito ufficiale della visita comunica lo slogan: «Perché siano una cosa sola»; l’immagine ritrae l’abbraccio fra san Pietro e sant’Andrea

REDAZIONE
ROMA

L’Assemblea degli ordinari cattolici di terra santa (Aocts), durante il suo incontro dell’11 e 12 marzo a Tiberiade, ha deciso il logo e il motto per il prossimo pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa. Fa sapere il sito ufficiale del viaggio che il motto sarà «Perché siano una cosa sola» (“Ut unum sint”): il Pontefice ha insistito affinché il centro del suo pellegrinaggio sarà l’incontro con il patriarca greco-ortodosso Bartolomeo di Costantinopoli e i responsabili delle Chiese di Gerusalemme. Questo per commemorare e rinnovare l’unità espressa  da papa Paolo VI e il patriarca Atenagora di Costantinopoli  cinquant’anni fa a  Gerusalemme.

Anche il logo esprime questo desiderio di unità. Esso ritrae infatti l’abbraccio fra san Pietro e sant’Andrea, i primi due discepoli chiamati da Gesù in Galilea: san Pietro il patrono della Chiesa di Roma, sant’Andrea di quella di Costantinopoli. A Gerusalemme, che è la Chiesa madre, si abbracciano: i due Apostoli si trovano su una stessa barca, che rappresenta la Chiesa, l’albero maestro è la croce, mentre le vele sono gonfiate dal vento, che simboleggia lo Spirito Santo. «L’unità dei cristiani – si legge nel sito – è un messaggio di unità per tutta l’umanità. Una chiamata a superare tutte le divisioni del passato per procedere verso un future di giustizia, pace, riconciliazione perdono e amore fraterno».

Intanto, riferisce l’agenzia Ansa, in Israele non si attenuano le ombre sulla preparazione del viaggio determinate dallo sciopero dei dipendenti del servizio diplomatico israeliano, che rischia di divenire più duro e potrebbe bloccare completamente l’attività del Ministero degli esteri. Sono già saltate la visita del premier britannico David Cameron di questa settimana e un intervento all’Onu per denunciare la vicenda della nave carica di armi iraniane e sono a rischio eventi già programmati, come il viaggio del presidente Shimon Peres in Austria, previsto per la fine di questo mese, quello del primo ministro Benjamin Netanyahu in Colombia e Messico di aprile e appunto dello stesso papa Francesco a maggio.

A causa dello sciopero – che potrebbe divenire generale, avvertono i sindacati – le rappresentanze diplomatiche non rilasciano documenti, neppure i passaporti diplomatici, non inviano rapporti, neanche ai servizi di intelligence, non interagiscono con Stati e istituzioni internazionali, né su questioni politiche, né su temi economici. E il governo non riesce a gestire neanche le nomine degli ambasciatori.

Per quanto riguarda il viaggio di papa Francesco, in programma dal 24 al 26 maggio con tappe in Giordania, Palestina e Israele, all’inizio di questo mese si era parlato della possibilità che la visita dovesse essere annullata. Il Vaticano ha comunque fatto sapere che il viaggio «rimane in programma», anche se gli scioperi del servizio diplomatico in Israele potevano creare difficoltà alla preparazione. Il 10 marzo, però, il portavoce del Ministero degli Affari esteri israeliano Igal Palmor ha detto che la delegazione vaticana che sarebbe dovuta arrivare in Israele in questi giorni per preparare la visita del Papa sarebbe andata solamente in Giordania e in Cisgiordania

Viaggio del Papa in Terra Santa: motto e logo sull’unità dei cristiani

http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-terra-santa-tierra-santa-holy-land-32734/

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