Viaggio in Palestina

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Articolo pubblicato originariamente su Anpibat

di Antonello Rustico – Presidente ANPI BAT

Dal 20 al 27 agosto, 35 persone hanno partecipato a un “Pellegrinaggio di Giustizia” in Palestina promosso dalla Campagna Ponti e non Muri di Pax Christi Italia, movimento cattolico internazionale per la pace.

Non è il primo anno che don Nandino Capovilla, coadiuvato da Betta Tusset e Rossana Lignano, organizza questo Pellegrinaggio di Giustizia nei luoghi “santi” ma sempre più martoriati della Palestina, Terrasanta per i credenti.

Il Muro, lungo oltre 700 chilometri e alto 8 metri, ha accompagnato il viaggio nelle comunità palestinesi. Ingombrante, separatore di umanità, divisore, imbarazzante nel nostro secolo. E check-point con giovanissimi militari armati che impediscono ai palestinesi l’accesso nelle aree urbane e territoriali israeliane. E poi, ancora, le colonie che in tutta la Cisgiordania sovrastano i villaggi palestinesi impedendone una serena quotidianità.

Siamo stati ospitati in diverse realtà della Palestina, abbiamo visitato forme di resistenza popolare significative, abbiamo ascoltato voci di testimoni e conosciuto luoghi come Battir, una piccola comunità palestinese vicino Ramallah – con le sue terme di origine romana e i suoi terrazzamenti – che, per impedire la costruzione del muro nei propri territori, è riuscita a farsi riconoscere “Patrimonio dell’umanità dell’Unesco” valorizzando le sue bellezze.

Ho assistito alle follie dell’odio israeliano ad Al Kalil (Hebron), con il suo mercato arabo (Suk) coperto da un reticolato per impedire ai coloni, abitanti i piani superiori delle abitazioni, di buttare giù dalle proprie finestre ogni tipo possibile di immondizia.

Ho visto luoghi di grande bellezza, salutato comunità resistenti come quella dei beduini del deserto di Giuda, visitato le tombe dei Patriarchi a Hebron. Ho ascoltato la significativa testimonianza di Violete Koury, testimone della pulizia etnica del 1948, e ricostruito, anche con la visita al museo di Arafat, la complessa storia di un popolo, quello palestinese, che tuttora non ha riconoscimento dei propri diritti e della propria dignità.

Tante sono le realtà di resistenza nonviolenta che il popolo palestinese sta mettendo in piedi, ma nostro compito è quello di denunciare questa situazione di ingiustizia, questo Muro che taglia Gerusalemme, la Palestina, la terra e le case della popolazione creando inutili e dannose divisioni e separazioni fisiche oltre che politiche e culturali.

Credo che si debba mettere un argine politico a queste scelte sempre più ingiustificate. È ora che il governo israeliano rispetti le risoluzioni dell’ONU e smetta di “colonizzare” il resto della Palestina con le ovvie conseguenze.

La Convivenza pacifica è possibile attuarla ma bisogna lavorare tutti in questa direzione.

Purtroppo quello che ho visto va in altro senso e non ci sarà futuro, a mio modesto avviso, se si continueranno ad alzare Muri e innalzare separazioni tra popoli che hanno origine dalla stessa terra.

Il silenzio ci rende complici. Agli amici israeliani dico: Basta, Stop con il Muro e parta il Dialogo!!!

VISIT THE PALESTINE

di Antonio De Lellis – Presidente di ATTAC Italia (partecipante al  viaggio)

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi un istante di dramma inconsolabile, di una ingiustizia tagliente, di una speranza attiva.

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi nel racconto carico di forza di chi sta soffrendo, nel sorriso delle donne, negli occhi neri e profondi dei bambini, nella simpatia di chi lotta.

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi l’accoglienza di un popolo fiero e antico, di uno sguardo stanco e mai arreso, nell’operositá di donne colme di dignità.

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi nell’orgoglio di generazioni che guardano al cielo, che hanno mani ruvide e del colore rossastro della terra, convinti e perseveranti come la roccia, ovunque presente, come il vento che ti frusta il volto.

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi la sprezzante presunzione di chi occupa la terra, condizionando il giorno e la notte nella umiliazione e nel sangue.

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi lo stato di occupazione, i militari dappertutto, le assurde costruzioni di coloni aggressivi e potenti.

Quando  visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi la poesia e le parole fatte di pietre e di sconfinata tenerezza, Vivi, senza comprendere, il senso di quella segregazione e mutilazione.

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi quel muro  irragionevole, quella  cesura, quel  coltello tagliente, che come un fuoco che sembra soffi solo da una parte.

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi i giovani che lottano stanchi e delusi , privati di diritti e ricchi di povertà, miseria, visioni possibili e azioni concrete.

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi il fastidio dei controlli, della sicurezza idolatrata, dei mitra, dei soldati troppo giovani per avere quel potere.

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi l’ostinazione e l’amore di un popolo che non vuole nemici, di chi vive la nonviolenza.

Quando visiti la Palestina il muro ti entra dentro.

Vivi il cibo offerto, semplice e autentico,  il popolo che ti avvolge e prende il posto del muro.

Quando visti la Palestina, un popolo coraggioso ti entra dentro.

Vivi le lacrime di tutte le madri, le tue e quelle che trattieni.

Quando visiti la Palestina uno sguardo di pace ti entra dentro

Vivi l’impegno di coloro che ti hanno preceduto, sentendosi impotenti, senza mai arrendersi

Quando visiti la Palestina capisci che non sei inutile

Vivi il sogno che piangere insieme  porterà alla riconciliazione.

Quando ti chiedi dove finiscono tutte le lacrime del mondo”, vieni In Palestina.

GALLERIA FOTOGRAFICA

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