VIDEO: Scontri nella “Giornata di Gerusalemme”

10 Mag 2013

L’8 maggio i nazionalisti israeliani hanno celebrato la Giornata di Gerusalemme con parate e marce, protetti da un ingente dispiegamento di polizia. I palestinesi di Gerusalemme sono stati tenuti lontani da molte aree intorno alla Città Vecchia e la polizia ha violentemente represso le manifestazioni.

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Israeliani alla Porta di Damasco a Gerusalemme Est (Foto: Yotam Ronen, Activestills.org)

Mercoledì, mente i Paesi europei commemoravano la caduta della Germania nella Seconda Guerra Mondiale, le parate della Giornata di Gerusalemme sono state accompagnate da una pesante e violenta segregazione etnica:  ai palestinesi di Gerusalemme è stato impedito di entrare in varie aree della Città Vecchia.

La Giornata di Gerusalemme è una festa nazionale israeliana che commemora l’occupazione di Gerusalemme Est nel 1967. Negli ultimi anni gruppi nazionalisti e religiosi hanno organizzato marce nei quartieri palestinesi e nella Città Vecchia. I palestinesi sono costantemente target di aggressioni verbali e fisiche da parte dei partecipanti razzisti e le contro-manifestazioni arabe sono represse con la violenza dalla polizia.

Il video:  http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=E1Wrb0Hxl-c

Quest’anno la principale manifestazione palestinese di fronte alla Porta di Damasco, in Città Vecchia, è stata brutalmente dispersa dalla polizia prima che migliaia di ultranazionalisti e religiosi israeliani entrassero nell’area. Centinaia di poliziotti hanno usato bastoni e cavalli per spingere indietro la folla che protestava. Almeno 21 palestinesi sono stati arrestati, tra loro dei minorenni. La polizia ha chiuso l’intera area ai residenti.

Le autorità israeliane affermano che la strategia delle separazione serviva a impedire scontri tra i due gruppi. Nella realtà dei fatti, tuttavia, la polizia ha chiaramente protetto di giovani nazionalisti israeliani e represso il dissenso palestinese. Il trattamento dei due gruppi non è stato uguale e la segregazione etnica ha favorito le “celebrazioni” israeliane.

Prima la polizia aveva distribuito volantino chiedendo ai negozianti palestinesi della Città Vecchia di chiudere i loro negozi e andare a casa prima che la marcia raggiungesse l’area nel pomeriggio. Molti residenti si sono barricati in casa per tutto il giorno, per il timore di aggressioni razziste.

Tale decisione ufficiale, accanto agli slogan violenti e apertamente razzisti come “Maometto è morto” e “Morte agli arabi”, è l’opposto della democrazia. Nella maggior parte dei regimi democratici, le chiamate pubbliche e ripetute all’odio sono severamente proibite e chi le compie rischia prigione e multe. In Israele invece le autorità proteggono razzismo e odio razziale.

La polizia ha affrontato in maniera vergognosa i manifestanti palestinesi. Ha “ripulito” la Porta di Damasco per la marcia e ha cacciato i palestinesi dall’area. Mentre i manifestanti israeliani si avvicinavano alla Città Vecchia, la polizia ha aggredito i palestinesi per spingerli verso la stazione dei bus di Nablus Road. Ogni ondata di attacchi spingeva indietro di centinaia di metri i palestinesi, fino a chiudere l’intera area.

E mentre gli israeliani marciavano, i palestinesi erano prigionieri delle loro stesse case, impotenti, ad osservare ondate di nazionalisti israeliani che invadevano i loro quartieri.

Altri scontri si sono verificati alla Spianata delle Moschee. La stampa ha riportato che circa 200 nazionalisti israeliani sono entrati nel luogo sacro, scortati dalla polizia. A molti fedeli musulmani è stato impedito di entrare nella moschea di Al-Aqsa e sono scoppiati scontri tra giovani palestinesi e polizia israeliana.

Secondo le autorità israeliane, i fedeli palestinesi ad Al-Aqsa hanno aggredito i nazionalisti israeliani lanciando pietre e sedie. All’inizio della giornata, la polizia israeliana aveva detenuto il Grand Mufti di Gerusalemme, Mohammed Hussein, interrogandolo per sei ore, per poi rilasciarlo. La detenzione di Hussein ha provocato frizioni diplomatiche tra Israele e la Giordania, il custode riconosciuto dei siti musulmani e cristiani della Città Santa. Reagendo alle dure critiche, il presidente israeliano Peres ha ripetuto l’importanza della pace con la Giordania nel discorso per la Giornata di Gerusalemme.

Sono stati arrestati anche cinque fedeli ebrei per aver pregato nella moschea. Pregare nel sito sacro è proibito ai non musulmani, secondo la legge israeliana, sebbene il governo stia rivedendo le regole in merito.

Lea Frehse e Johanna Wagman
Alternative Information Center

INVIATO DA AICITALIANO IL VEN, 10/05/2013 – 09:47

http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/aic/video-scontri-nella-%E2%80%9Cgiornata-di-gerusalemme%E2%80%9D

 

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