VIGILIA DI IMPEACHMENT AL TRUMP SCOMPARSO E I SEGRETI DI STATO

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tratto da: https://www.remocontro.it/2021/02/08/la-settimana-dellimpeachment-al-trump-scomparso-e-i-segreti-di-stato/

Remocontro Remocontro  8 Febbraio 2021

 

Un mese fa titoli gridati, «Trump, inizierà l’8 febbraio il processo di impeachment», oggi 8 febbraio, fatichi a trovare su Internet una notizia fresca digitando Trump. In realtà e forse, inizierà «la settimana dell’8 febbraio». Vedremo, ma ciò che è appariscente e certo, è il quasi ‘silenzio stampa’ planetario calato sull’ex Uomo del destino. Imbarazzi incrociati, probabilmente, del troppo dire e del poco criticare. O forse per non svegliare il ‘can che dorme’?
Per sicurezza meglio togliergli l’accesso ai Segreti di Stato, i rapporti quotidiani dell’Intelligence come succede regolarmente a un ex presidente.

Salvo incidenti, Impeachment 2

Tanta severità d’accusa, ma anche tanta vergogna a scoprire cose note che, messe tutte assieme e rese esplicite, diventano imbarazzi giganteschi, minacce da paura, a far chiedere a molti dove erano nascosti mentre tutto quello accadeva.

Accusa: «istigato l’attacco al Campidoglio»

«Inciting the Capitol attack». «La storia delle azioni del presidente è avvincente e terrificante», ha detto in un’intervista il rappresentante Jamie Raskin, democratico del Maryland e procuratore capo. «Pensiamo che ogni americano dovrebbe essere consapevole di quello che è successo – che il motivo per cui è stato messo sotto accusa dalla Camera e il motivo per cui dovrebbe essere condannato e squalificato dal ricoprire future cariche federali è assicurarsi che un simile attacco alla nostra democrazia non possa e succede di nuovo».

L’improbabile condanna

Ci vorrebbero 17 repubblicani che si unissero a ogni democratico per ritenere il signor Trump colpevole, rendendo improbabile una condanna. «Ma quando martedì si aprirà il processo sullo stesso luogo della invasione, i pubblici ministeri cercheranno di costringere i senatori che hanno vissuto quella furia mortale mentre si incontravano a formalizzare la vittoria elettorale del presidente Biden», scrive il New York Times di stamane. Insomma, fare i conti con i mesi di campagna di Trump per il ribaltamento del risultato.

‘Difesa tecnica’ a scanso di politica

Gli avvocati di Trump, dopo un va e vieni di dimissioni, hanno annunciato una difesa in gran parte tecnica, sostenendo che il Senato “non ha giurisdizione” per giudicare un ex presidente dopo che ha lasciato l’incarico perché la Costituzione non lo direbbe esplicitamente. Molti studiosi di diritto e la maggioranza del Senato su questa lettura giuridica non sono d’accordo. Tesi gradita invece ai per archiviare il caso senza dover pronunciarsi (ed esporsi elettoralmente) sulla condotta di Trump.

L’inaffidabile Trump e i segreti di Stato

Trump presidente non era certo noto per la lettura completa o regolare del «President’s Daily Brief», una sintesi top-secret dei segreti della nazione, mentre era in carica. L’ex vicepresidente dell’intelligence nazionale Sue Gordon ha scritto in un articolo sul Washington Post dopo l’ammutinamento al Campidoglio degli Stati Uniti il mese scorso che Trump «potrebbe essere insolitamente vulnerabile a cattivi attori con cattive intenzioni una volta lasciato l’incarico».

Timori e sospetti

Sempre il Washington Post aveva accusato Donald Trump presidente, «di aver rivelato selettivamente informazioni altamente riservate per attaccare i suoi avversari, ottenere un vantaggio politico e per impressionare o intimidire i governi stranieri, in alcuni casi mettendo a repentaglio le capacità di intelligence degli Stati Uniti». Come ex presidente, ci sono tutte le ragioni per preoccuparsi che farà lo stesso, ponendo così un dilemma di sicurezza nazionale unico per l’amministrazione Biden.

Segreti pericolosi sotto il riporto

I presidenti escono dall’ufficio con preziosi segreti nazionali in testa, comprese le procedure per il lancio di armi nucleari, capacità di raccolta di informazioni -comprese ‘risorse’ all’interno dei governi stranieri – e lo sviluppo di sistemi d’arma nuovi e avanzati. Ma nessun nuovo presidente ha mai dovuto temere che il suo predecessore potesse svelare i segreti della nazione come Joe Biden.

 

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