Villaggio beduino distrutto per la 101° volta nel 6° anniversario della sua prima demolizione

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9 ago 2016

 

Le village d'Al Araqib était partiellement détruit pour la 56e fois le 26 aout 2013. Des inspecteurs de l'administration civile accompagnés d'une quarantaine de policiers anti-émeute ont entouré le village pendant que deux bulldozers détruisaient trois tentes.
Le village d’Al Araqib était partiellement détruit pour la 56e fois le 26 aout 2013. Des inspecteurs de l’administration civile accompagnés d’une quarantaine de policiers anti-émeute ont entouré le village pendant que deux bulldozers détruisaient trois tentes.

Eloïse Bollack – 9 Agosto 2016


Non c’è riposo per i residenti del villaggio beduino di Al Araqib, nel deserto del Negev nel sud di Israele. Il 27 luglio, mentre gli abitanti erano a commemorare il non così felice anniversario della prima demolizione del loro villaggio che si era verificata sei anni prima, le forze israeliane hanno fatto irruzione poco prima dell’alba e due bulldozer hanno abbattuto tre baracche. Al Araqib è stato demolito per la 101° volta.

Dal 19 luglio le ruspe del Fondo Nazionale Ebraico (JNF) hanno ripreso il loro lavoro in tutto il paese, come parte di un progetto di forestazione. Nei giorni prima della demolizione, sono entrati nel’ultima delle terre del territorio del villaggio, spianandola.

Diversi residenti, compresi i bambini e un uomo di 80 anni, e due attivisti israeliani sono stati arrestati mentre cercavano di fermare i bulldozer. Tutti i residenti sono stati rilasciati nel giro di pochi giorni, a condizione che si tengano lontano dai lavoratori JNF per il mese successivo, secondo l’ong israeliana del Negev Coesistenza Forum (NCF).

Al Araqib, uno dei 35 villaggi beduini non rivonosciuti nel Negev, è stato dichiarato terra di stato nel 1953 ai sensi della legge Appropriazione della Terra di Israele. Nel 2005, 700 dunam sequestrati dal paese sono stati attribuiti al progetto Foresta degli Ambasciatori del JNF.

Gli abitanti del villaggio sostengono che il JNF non può riprendere il suo lavoro in quanto le autorità giudiziarie non hanno ancora determinato lo stato del terreno. La sentenza è prevista il 25 settembre, presso il tribunale regionale di Beersheba.

Tuttavia, nel 2014 è stata inflitta una multa di 50.000 shekel al giorno (12.500 $) su qualsiasi residente, compresi i minori, che continuano a vivere lì. La multa è stata motivata dai residenti da un presunto “disinteresse dei tribunali israeliani, e il non attuare i verdetti di evacuare il villaggio”. Inoltre, le autorità israeliane chiedono due milioni di shekel ($ 500.000) come compensazione dei costi delle prime otto demolizioni.

Al giorno d’oggi, di 35 famiglie, solo 20 persone rimangono in una manciata di tende raccolte intorno al cimitero. La maggior parte si sono trasferiti nella vicina cittadina di Rahat.

Il 30 luglio, il villaggio ha ospitato un evento per l’anniversario dei sei anni della prima demolizione e per contrassegnare la 101esima demolizione.

Il giorno dopo, i residenti di Al Araqib erano ad Umm Al Hieran, un altro villaggio beduino non riconosciuto raso per far posto a una comunità ebraica autorizzata. Un civile e tre poliziotti israeliani sono stati feriti durante la protesta; e sei, tra cui due minorenni, sono stati presi in custodia della polizia.

Bedouin village destroyed for the 101st time on the 6th anniversary of its 1st demolition

There is no rest for the residents of the Bedouin village of Al Araqib, in the Negev desert in southern Israel. On July 27, as inhabitants were to commemorate the…
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Tratto da:  Il Popolo Che Non Esiste

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Bedouin village destroyed for the 101st time on the 6th anniversary of its 1st demolition

By Eloïse Bollack – August 09, 2016

There is no rest for the residents of the Bedouin village of Al Araqib, in the Negev desert in southern Israel. On July 27, as inhabitants were to commemorate the not so happy anniversary of their village’s first demolition that occurred six years earlier, Israeli Forces stormed in just before dawn and two bulldozers knocked down three shacks. Al Araqib was demolished for the 101st time.

Since July 19, bulldozers of the Jewish National Fund (JNF) have resume their work around the village, as part of a forestation project. In the days before the demolition, they entered entered the last of the remaining village territory to level lands.

Several residents, including children and an 80 year-old man, and two Israeli activists were arrested as they attempted to stop the bulldozers. All residents were released within a few days under the condition that they keep away from the JNF workers for the next month, according to the Israeli NGO Negev Coexistence Forum (NCF).

Al Araqib, one of the 35 unrecognized Bedouin village in the Negev, was declared state land in 1953 under Israel’s Land Appropriation Law. In 2005, 700 dunam seized from the village were attributed to the JNF’s Ambassador Forest project.

Villagers argue that the JNF cannot resume its work as judicial authorities have not determined the status of the land yet. The ruling is expected on Sept. 25, at the Beersheba regional court.

However since 2014, a fine of 50,000 shekels-a-day ($12,500) was imposed on any resident, including minors, who continues to live there. The fine was motivated by the residents alleged “disregard of the Israeli courts, and not implementing verdicts to evacuate the village”. In addition, Israeli authorities are demanding two million shekels ($500,000) as compensation of the costs of the first eight demolitions.

Nowadays, out of the 35 families, only 20 people remain in a handful of tents gathered around the cemetery. Most have moved to the nearby township of Rahat.

On July 30, the village hosted an event for the six-year anniversary of the first demolition and to mark the 101th-demolition.

A day later, the residents of Al Araqib were in Umm Al Hieran, another unrecognized Bedouin village to be razed to make way for an authorized Jewish community. A civilian and three Israeli policemen were injured during the protest; and six, including two minors, were taken into police custody.

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