Violazioni e complicità. Le responsabilità degli Usa

Ancora troppo poco conosciuto è il prezioso contributo del TRIBUNALE RUSSEL per la Palestina.
E’ un tribunale del popolo, un tribunale di coscienza, di fronte alle ingiustizie e alle violazioni del diritto internazionale, che non sono prese in considerazione da giurisdizioni internazionali esistenti, o che sono riconosciute, ma continuano con totale impunità dovuta alla mancanza di volontà politica della comunità internazionale. Oggi, e con lo stesso spirito, la Fondazione Bertrand Russell sostiene la creazione di un Tribunale Russell per esaminare le violazioni del diritto internazionale di cui i palestinesi sono vittime, e che impediscono al popolo palestinese di esercitare i propri diritti di Stato sovrano.
Il Tribunale Russell sulla Palestina è un Tribunale internazionale dei popoli creato da un gruppo di cittadini impegnati nella promozione della pace e della giustizia in Medio Oriente.
Ecco una sintesi dell’ultimo Rapporto dell’Ottobre 2012.

Violazioni e complicità. Le responsabilità degli Usa

La quarta sessione del Tribunale Russell ha proseguito la sua funzione storica di articolare la protesta civica e di portare il peso di condizioni insopportabili in un momento in cui la società mondiale si trova ad affrontare le sue sfide più difficili. Si noti che la Carta delle Nazioni Unite è stata creata per porre lʼaccento sui diritti delle persone e non degli Stati.
2. La sessione finale del Tribunale è stata incentrata sulla responsabilità degli Stati Uniti d’America (USA) e delle Nazioni Unite (ONU) riguardo alle violazioni israeliane del diritto internazionale nei confronti della Palestina. Ci troviamo infatti in una situazione in cui Israele ha raggiunto uno stato di immunità e impunità consentito dalla loro totale indifferenza, facilitata dagli Stati Uniti, alle norme e gli standard del diritto internazionale.
Dopo aver ascoltato diversi testimoni ed esperti, il Tribunale ha raggiunto le seguenti conclusioni in questi capitoli tematici:

 Le innumerevoli violazioni del diritto internazionale da aprte di Israele; (…)
 La complicità degli Stati Uniti nelle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele. (…)
 La responsabilità delle Nazioni Unite per non aver saputo prevenire le violazioni israeliane del diritto internazionale.
 La questionme del “sociocidio”.

Il termine “Sociocidio” è stato introdotto nel corso della sessione del 2011 a Città del Capo per rappresentare lʼopinione che il popolo palestinese stia sopportando la distruzione sistematica della propria lingua, cultura e, più in generale, società. E’ stato integrato in questa sessione per ulteriori indagini.
Per quanto riguarda il sociocidio, il Tribunale nota che al momento non è un crimine di diritto internazionale, anche se il concetto è utilizzato da accademici al fine di descrivere il processo di distruzione della capacità di una società a durare nel tempo attraverso:
a) la distruzione estesa o sistematica delle sue strutture sociali e politiche,
b) la distruzione estesa o sistematica dei suoi elementi materiali e immateriali di identità
condivisa.
Il Tribunale ritiene che tali processi distruttivi diffusi e sistematici siano attualmente in corso in Palestina attraverso:
la continua occupazione militare del territorio, la continua costruzione di insediamenti,
la costruzione del muro che pone settori del territorio palestinese fuori dalla portata dei palestinesi stessi e il blocco della Striscia di Gaza materialmente impediscono ai palestinesi di organizzare una struttura politica che possa essere pienamente in grado di amministrare il territorio o il popolo palestinese nel corso del tempo;
• la vasta distruzione delle strutture scolastiche e dei luoghi di culto, nonché la situazione generale nei territori occupati rende impossibile per i palestinesi di condividere cin modo appropriato gli elementi di identità culturale e sociale.

Il Tribunale ritiene che Israele stia attualmente commettendo un sociocidio in Palestina, ma insiste sul fatto che tutti gli atti sono già condannati dalla vigente diritto positivo internazionale, siano essi i crimini contro l’umanità (che comprende la Convenzione per la soppressione dell’apartheid) o di crimini di guerra suscettibili di essere perseguiti dalla Corte
Internazionale di Giustizia nei termini dello Statuto di Roma del 1998.
(…)

Conclusioni.
In questo momento di turbolenza internazionale politica ed economica, è particolarmente importante che vi sia un sistema di giustizia internazionale credibile ed efficace. Al momento il sistema esistente si è dimostrato del tutto incapace di portare al cambiamento.
Questo può, tuttavia, essere realizzato:
a) Mobilitando l’opinione pubblica internazionale, soprattutto negli Stati Uniti e Israele, verso una società giusta basata sulla uguaglianza di fronte alla legge, attraverso le varie manifestazioni della società civile come:
• Reti, movimenti con particolare attenzione al movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni, sindacati e altre campagne.
• Social network.
b) Ponendo l’attenzione al ruolo fondamentale delle azioni legali, penali e civili, contro i responsabili delle varie violazioni dinanzi ai tribunali nazionali.
c) Da parte del Consiglio di Sicurezza, denunciando al Tribunale Penale Internazionale i crimini commessi in Palestina o accogliendo la dichiarazione fatta dal governo palestinese nel gennaio 2009 di accettare la competenza del Tribunale Penale Internazionale.
d) Riformando la stessa ONU, ad esempio attraverso l’abolizione del diritto di veto da parte dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, l’ampliamento del numero dei membri del Consiglio di Sicurezza nella speranza di democratizzazione, e il rilancio degli attuali poteri dell’Assemblea Generale compresa la possibilità di nuovi poteri.
Il Tribunale Russell dichiara il proprio impegno a continuare il suo lavoro sulla Palestina per monitorare i progressi e disseminare le informazioni.

New York, 6-7 ottobre 2012

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