Vita e morte di un bambino a Gaza

Data di pubblicazione in Tlaxcala: 06/02/2018

 

Quando Muhammad Abu Haddaf, un bambino di nove anni, è morto in ospedale nelle prime ore del 6 dicembre 2017, sua madre, Nisrin, non poteva essere al suo capezzale perché era incinta di nove mesi.

Il padre di Muhammad, suo marito Saleh, non sapeva come darle la notizia. Ma quando alla fine di quella mattina fu in grado di scoprire cosa accadeva attraverso alcuni parenti, “non ho potuto controllarmi”, disse Nisrin. “Ho urlato e pianto per il mio piccolo“.

“Ho perso mio figlio Muhammad. Dio così ha deciso“, disse Nisrin. “Allora ho lodato Dio e pregato affinché avesse avuto pietà di lui e lo perdonasse”.

Muhammad è morto per le ferite riportate durante l’attacco di Israele nel 2014 nella Striscia di Gaza.

Questa settimana, il gruppo israeliano per i diritti umani B’Tselem ha pubblicato un resoconto dettagliato di ciò che è accaduto alla famiglia di Mauhammad durante l’attacco e negli anni successivi.

Due missili

Quando l’attacco israeliano ebbe inizio, Saleh e Nisrin presero i loro cinque figli e si trasferirono dalla loro casa nel villaggio di al-Qarara a casa della sorella di Saleh a Khan Younis, a sud di Gaza.

L’8 agosto 2014, quando avrebbe dovuto essere in vigore un cessate il fuoco, i genitori e i bambini tornarono ad al-Qarara per raccogliere alcuni oggetti dalle rovine della loro casa, bombardati dalle forze israeliane.

Quando furono lì, gli israeliani lanciarono due missili che “apparentemente avevano come obiettivo tre membri della famiglia di Abu Haddaf, che erano sulla soglia della loro casa, molto vicino a loro, e che non stavano partecipando ai combattimenti” dice B’Tselem.

Quei missili hanno ucciso tre persone, tra cui due bambini. Secondo la Defense for Children International-Palestine, i due bambini erano Mahmud Muhammad Saleh Abu Haddaf, di 8 anni, e Mahmud Khalid Musa Abu Haddaf, di quindici anni, e il parente adulto era Suleiman Samir Abu Haddaf.

Saleh e Nisrin e quattro dei loro bambini sono rimasti feriti e sono stati portati in ospedale a Khan Younis.

Muhammad, che all’epoca aveva sei anni, fu colpito all’addome e alla spina dorsale. I medici dell’Ospedale Europeo di Rafah – vicino al confine di Gaza con l’Egitto – hanno dovuto rianimarlo, soffrendo di un’ischemia cerebrale. Durante i suoi quindici giorni di permanenza in ospedale si constatò che le sue gambe erano paralizzate.

Muhammad fu trasferito in Turchia per ricevere cure migliori, dove fu raggiunto da suo fratello Ayash, che aveva allora sei anni ed era anche parzialmente paralizzato.

Durante i loro mesi in Turchia, i bambini dovevano essere separati dai loro genitori. “Non posso descrivere quanto mi sentissi male. Sono stato ferito e anche i miei due figli “, ha detto Nisrin. “Lassù, Muhammad era lontano e non sapevo esattamente cosa gli stava succedendo”.

“I miei figli avevano bisogno di me, ma ero fisicamente ed emotivamente esausto“, ha detto Nisrin.

La vita in una “casa distrutta”

Mesi dopo, la famiglia tornò alla loro casa ad Al-Qarara, che Saleh aveva parzialmente ricostruito, e Muhammad dovette essere ricoverato di nuovo a Gaza nel dicembre 2014. L’anno seguente, subì un’operazione allo stomaco e alla gola nell’ospedale Hadassah, a Gerusalemme.

Ma il suo stato di salute ha continuato a deteriorarsi; dopo essere tornato a casa, ha perso la vista e la capacità di parlare. Aveva bisogno di cure intensive che costavano centinaia di dollari a settimana che la famiglia non poteva permettersi.

“Ho trovato lavoro solo occasionalmente e ho speso tutto ciò che ho guadagnato per Muhammad”, ha detto Saleh. “Mio padre, mia sorella e i miei fratelli mi hanno dato dei soldi, ma sono tutti umili lavoratori e non potevano contribuire molto”.

E in mezzo a tutto questo, con il freddo dell’inverno e il caldo dell’estate, “vivevamo in una casa distrutta, senza muri, finestre o porte reali”, ha aggiunto Saleh.

 

Nell’ottobre dello scorso anno, la famiglia si è trasferita in una nuova casa costruita con l’aiuto dei membri della famiglia e dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi.

Muhammad è stato riammesso all’ospedale europeo nel novembre 2017, ma dopo due interventi chirurgici senza esito a causa di gonfiore addominale, è morto lì il mese successivo.

“Lo stato di Muhammad è rimasto grave fino a quando lo abbiamo perso mercoledì alle due del mattino”, ha detto Nisrin dopo la sua morte.

Attaccare i civili

Bombardare aree densamente popolate era uno degli aspetti più orrendi dell’azione israeliana in un’operazione denominata Margine Protettivo”, afferma B’Tselem. “Tale politica è riuscita ad assassinare almeno 1.055 palestinesi, la metà di quelli che sono morti durante l’intera operazione, 405 bambini e 229 donne”.

B’Tselem respinge come “totalmente infondato”, la proclamazione di Israele sulla legittimità nel bombardare le aree civili in questo modo.

L’attacco israeliano ha distrutto o causato gravi danni a 18.000 case, lasciando oltre 100.000 palestinesi senzatetto. Secondo le cifre delle Nazioni Unite citate da B’Tselem, quasi 30.000 rimangono senzatetto tre anni dopo l’attacco.

E delle oltre 11.000 persone ferite, la maggior parte “ha dovuto accontentarsi dei poveri servizi medici che sono stati ridotti a Gaza e pagare loro stessi i trattamenti, senza che Israele li abbia risarciti in alcun modo per tutti i danni causati”.

Nel caso di Muhammad, B’Tselem dice: “La sua famiglia e i medici hanno combattuto per salvargli la vita, così è stato trasferito da un ospedale all’altro – Gaza, Turchia e Israele – paralizzato, cieco e incapace di parlare”.

La vita e la morte di Muhammad è solo una delle storie dell’impatto scioccante e prolungato della sistematica e massiccia violenza di Israele, senza che finora sia stato ritenuto responsabile e sia stata fatta giustizia.

 

Ali Abunimah علي حسن ابو نعمة 

Tradotto da  Alba Canelli

 

Per concessione di Tlaxcala
Fonte: https://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/childs-life-and-death-gaza
Data dell’articolo originale: 01/02/2018
URL dell’articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=22647

 

Vita e morte di un bambino a Gaza 

http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=22647

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