Vita senz’acqua corrente nella Valle del Giordano, dove la carenza di acqua è grave.

Scritto da Associazione di Amicizia Italo-Palestinese,  29 Maggio 2011

B’Tselem.org
14.04.2011


Testimonianza di una madre di nove figli, residente a Khirbet Yarza nel distretto di Tubas, West Bank.

Mi sposai nel 1969 e venni a vivere a Khirbet Yarza nella Valle del Giordano. Vi abbiamo vissuto fino da allora. Possediamo una casa anche a Tubas ove risiedono i nostri figli e che utilizziamo per la villeggiatura e per le occasioni speciali. Ma dove non possiamo guadagnarci da vivere.

                        

Mio marito ha qualche appezzamento di terra, ma per lo più il nostro sostentamento deriva dall’allevamento di pecore e capre. L’esercito ha trasformato Yarza in un’area militare e l’utilizza per le sue attività di addestramento, che sono un danno per i residenti. Nel 1993, è stato ucciso mio figlio Ibrahim quando aveva appena nove anni. E’ stato ucciso per disgrazia. Nel 2006, sono stata ferita da un proiettile che mi ha colpito durante le esercitazioni militari. 

L’esercito ha cercato pure di impedirci di pascolare le nostre pecore e ci ha impedito di costruire qualsiasi cosa. Non ci ha permesso di ripristinare le strade, collegarci alla rete elettrica o installare tubi per l’acqua. Gli abitanti di Khirbet Yarza utilizzano l’acqua invernale che viene raccolta in cisterne. Quando questa si esaurisce, dobbiamo acquistarla e pagarne il costo di trasporto. L’acqua viene portata in contenitori tirati da trattori. Negli ultimi due anni abbiamo trasportato acqua dal pozzo di Tamun. La strada tra Tamun e il nostro villaggio è terribile. E’ in tali cattive condizioni da essere pericoloso percorrerla con un trattore, così fare il percorso comporta molto tempo e il viaggio viene a costare una gran quantità di soldi. Un contenitore di acqua di 3 metri cubi costa dai 90 ai 100 shekel [attorno ai 20 €, o poco meno, n.d.t.]. In questa cifra è compreso il gas per il trattore che lo porta. Le grandi cisterne, che possono trasportare una gran quantità di acqua hanno maggiori difficoltà a raggiungere il villaggio, per cui vi arrivano raramente. 

Per superare la scarsità d’acqua, la risparmio in tutti i modi. Ad esempio, lavo gli utensili in un contenitore e conservo l’acqua per lavare il pavimento e la toilette, oppure per annaffiare le piante. Conservo persino l’acqua per le abluzioni rituali prima della preghiera e la uso per abbeverare il gregge. Cerco di non sciuparne una goccia. Eppure, non ce n’è mai a sufficienza per la pulizia e le altre necessità. 

Vivere senza essere connessi ad un sistema idrico e alla corrente elettrica è duro per tutta la famiglia, e per me in particolare in quanto casalinga. Me ne rendo conto perché la casa che ho a Tubas è collegata all’acqua e alla luce. La differenza tra la vita là e qui è enorme. 

Ad esempio, qui devo lavare la biancheria a mano perché non si può far funzionare una lavatrice senza elettricità e un flusso continuo di acqua. Lavare porta via così una gran quantità di tempo e di energie. Tutte le volte che faccio il bucato, durante la notte sono tutta un dolore. La penuria di acqua è un problema in particolar modo per fare il formaggio in quanto per questo si devono lavare gli attrezzi ogni giorno. Se potessi esprimere un desiderio sarebbe per l’elettricità e per l’acqua con la quale lavare le cose, perché le pulizie mi richiedono un gran sforzo. 

Talvolta, l’acqua nel contenitore si esaurisce e quella in arrivo da Tamun è in ritardo. Quando succede, per lavarli, prendo gli utensili e la biancheria e me ne vado ad un piccolo pozzo che ha una piccola quantità di acqua. A volte, porto a casa da pozzo un po’ d’acqua per averla da bere. 

L’acqua è costantemente nei nostri pensieri e richiede organizzazione e pianificazione. Talvolta, immagino a che cosa potrebbe assomigliare la nostra vita se avessimo avuto una conduttura idrica come quella che posseggono tutti gli altri. Non mi ci soffermo molto, perché non accadrà mai e noi non ne abbiamo alcun controllo. Questo è il nostro modo di vivere.

Testo inglese in http://www.btselem.org/English/Testimonies/20110414_Life_without_running_water_in_JV.asp – tradotto da Mariano Mingarelli

http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2722:testimonianza-vita-senzacqua-corrente-nella-valle-del-giordano&catid=25:dalla-palestina&Itemid=75

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