Vittorio è vivo. Noi continuiamo la sua lotta

APRILE 16, 2013

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cartina di Gaza

Nel porto di Gaza city ieri mattina palestinesi ed attivisti internazionali hanno ricordato Vittorio Arrigoni, l’attivista per i diritti umani membro dell’International Solidarity Movement, a due anni di distanza dalla sua uccisione.

L’evento, organizzato dalla Union of Agricultural Work Committees in collaborazione con diversi attivisti internazionali e palestinesi, ha avuto inizio alle 11 del mattino. Seduti a terra, attivisti internazionali hanno esposto cartelli che in diversi lingue esprimevano messaggi in ricordo di Vittorio. “Vittorio est vivant. Nous continuons son combat”, diceva il cartello di Sarah in francese, “Vittorio è vivo e lotta insieme a noi”, il cartello in italiano.

Intorno agli attivisti, una folla di palestinesi, per lo piu’ pescatori, che, insieme agli internazionali, hanno iniziato a cantare “Unadikum”, canzone molto amata da Vittorio Arrigoni, canzone con cui si è aperta in maniera commovente l’iniziativa.

Successivamente si è tenuta una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di diversi esponenti dell’associzionismo palestinese. Si sono susseguiti gli interventi di Adie Mormech, attivista inglese, Saad Zyaad, della Union of Agricultural Work Committees, Zacaria Abu Aahd, pescatore e volontario della Union of Agricultural Work Committees, Navil, cantante spagnolo di origine palestinese, giunto a Gaza in occasione delle iniziative in ricordo di Vittorio, e che si esibirà oggi nel campo rifugiati di Al Bureij, e di Khalil Shaheen, del Palestinian Center for Human Rights.

Durante la commemorazione molti palestinesi hanno esposto immagini di diversi martiri e vittime delle aggressioni israeliane, in particolare di pescatori uccisi dalla Marina militare israeliana.

Il nostro sguardo non ha potuto non fermarsi sulla fotografia di Mohammed Mansour Baker, pescatore palestinese di 20 anni ucciso il 24 settembre 2010 da un proiettile dell’esercito della Marina militare israeliana mentre stava pescando a 2 miglia nautiche dalla costa di Sudaniya. Avevamo conosciuto la sua famiglia nel gennaio 2011, quando quattro suoi parenti erano stati arrestati in mare dalla Marina militare israeliana. La famiglia Baker, numerosissima, e’ una delle famiglie di pescatori più povere della Striscia di Gaza, ed inspiegabilmente fra le più colpite dagli attacchi israeliani in mare. Vittorio Arrigoni era stato molto vicino alla famiglia di Mohammed Mansour Baker a quel tempo, e per questo, lo ricordano con molto affetto.

Dopo la conferenza i pescatori sono usciti in mare sulle loro piccole barche, le “hasaka”, iniziando una marcia in omaggio a Vittorio. Non vi sarebbe stato di certo un posto migliore per ricordare Vik, il porto di Gaza, e non avrebbe potuto esserci un modo migliore per ricordarlo, ricordando insieme a lui i pescatori vittime delle aggressioni militari.

Vittorio infatti usava accompagnare i pescatori sulle loro imbarcazioni e pescherecci, insieme agli altri attivisti internazionali, perché la presenza internazionale potesse fare da deterrente contro gli attacchi israeliani sui pescatori.

Attacchi che purtroppo continuano ad avvenire tuttora nonostante gli accordi per il cessate il fuoco raggiunti dopo l’offensiva militare israeliana “Pilastro di Difesa” del Novembre 2012, accordi secondo cui ai pescatori di Gaza avrebbe dovuto essere acconsentito di raggiungere le 6 miglia nautiche dalla costa. Durante gli attacchi, ai pescatori viene impedito di pescare anche all’interno di 3 miglia nautiche dalla costa, e spesso vengono arrestati, feriti, e le loro barche confiscate.

L’ultimo pescatore rimasto vittima delle aggressioni militari israeliane si chiama Fahmy Abu Ryash, aveva 23 anni ed è stato ucciso sulla spiaggia di Beit Lahiya il 28 settembre 2012, a due anni di distanza dalla morte di Mohammed Mansour Baker. Andare a pescare a Gaza significa andare ad affrontare un esercito. Eppure, molti pescatori non demordono e con grande dignità continuano ad andare in mare cercando di guadagnare per poter sostenere le proprie famiglie.

Se nella parte interna di Gaza la situazione appare in questi giorni più tranquilla, nonostante il passaggio di aerei militari, in mare e nelle aree al confine con Israele i civili continuano ad essere vittime di attacchi israeliani. Situazione che diventa particolarmente pesante in questo periodo, in quanto i contadini devono raccogliere il grano in molte aree lungo il confine con Israele.

Vittorio era molto vicino alle famiglie di pescatori, di contadini, alle famiglie che maggiormente soffrono dell’assedio sulla Striscia di Gaza, Vittorio per questo è amato e ricordato. Basta scambiare alcune parole con queste famiglie per rendersi conto che qui a Gaza Vittorio sarà ricordato per sempre.

di Rosa Schiano
Gaza, 16 aprile 2013, Nena News

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