“VOCABOLARIO – PANE” – di Paola Caridi

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Ho ritrovato queste righe che avevo scritto nell’ottobre del 2008. Oltre dieci anni fa, quando ancora vivevo a Gerusalemme. Era un periodo in cui mi divertivo a trovare delle parole comuni nel Mediterraneo. Non tanto dal punto di vista dell’etimo. Quanto dal punto di vista semantico. Come non pensare al pane, al pane che nell’arabo egiziano è sinonimo di vita?

Stavo cercando un senso alla vergogna di Torre Maura, a quello che a me sembra, a tutti gli effetti, un salto di specie. Non di tutti certo. Ma di alcuni sì. Proprio di quelli che, ne sono certa, fame non ne hanno.

Buona lettura, di un pezzetto d’antan.

 

10 ottobre 2008 – Gerusalemme

Mi raccontavano ieri, sempre durante questa gita educativa a Betlemme, che una ragazza palestinese musulmana, un’adolescente, aveva visto un pezzetto di pane sul tavolino di un asilo delle suore, che lei ha frequentato e di cui poi è diventata una delle animatrici (ma di questo meraviglioso posto di Betlemme parlerò un’altra volta). Era un pezzetto di pane molto piccolo. In genere, se l’avanzo del panino della merenda è troppo grande, le suore dicono ai bambini di rinvoltolarlo e riportarlo a casa, per mangiarlo dopo (e come non ricordarsi Una giornata di Ivan Denisovic…). Il pezzetto di pane piccolo, comunque, non sarebbe andato sprecato, lo si sarebbe dato alle galline, ai gatti. La ragazza musulmana, però, lo ha preso in mano e lo ha baciato, prima di buttarlo via nel cestino delle cose da dare alle galline.

Lo hanno insegnato anche a me, a Roma. Me lo ha insegnato la mia mamma che veniva dalla cultura contadina, e che contadina (di città) lo era stata sino a 18 anni. Me lo raccontavano anche le mie zie a Reggio Calabria. Tutti italiani e cattolici, in famiglia. Il pane, però, lo si bacia comunque, cristiani o musulmani. E in questi tempi di crisi delle finanze creative e virtuali, chissà, forse dovremmo ritornare a pensare a baciare il pane, prima di buttarlo.

Facili moralismi a parte. Sul pane mi sa che il ‘terreno’ mediterraneo è comune. Dalla sacralità del pane al suo uso nella sana cucina degli avanzi. Le varie versioni della zuppa di pane del giorno dopo (dalla ribollita in poi) si addolciscono, nel mondo arabo, nell’Umm Ali, il mix di pane, zucchero, latte, uvetta sultanina, pistacchi che è la gioia di chi ama i dolci dolcissimi, e di chi cerca la cucina casalinga da queste parti.

 

 

“VOCABOLARIO – PANE” – di Paola Caridi

Vocabolario – Pane

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