Wadi al-Qad: una riserva naturale risalente all’epoca ottomana

11/10/2017

 

Hebron- (Al-Khalil). A circa 6 km a nord-ovest di Hebron, la più vasta riserva naturale della Cisgiordania è stata preservata in tutta la sua bellezza e rigogliosità dei suoi alberi, che risalgono a centinaia di anni fa. L’area si è mantenuta verde nonostante non siano stati piantati alberi dall’epoca ottomana.

Wadi al-Qaf è un’area protetta di 4.600 dunum del territorio statale. L’area coltivata è pari a circa 2.800 dunum, secondo quanto stimato dal ministero dell’Agricoltura palestinese. La riserva naturale è circondata da diversi villaggi, trovandosi ad ovest di Tarqumiya e del villaggio di Beit Ula e a sud-est di Hebron.

Guardando al di là delle colline occidentali di Hebron, si può osservare una vallata montuosa, piena di diverse tipologie di alberi tra cui pini, cedri, querce e biancospini.

I fitti alberi sono diventati un rifugio sicuro per molti uccelli migratori e farfalle. Il posto è accarezzato da una fresca aria che porta con sé il suono di svariate razze di uccelli, che vivono tra i sottili rami dei pini, dove possono riposarsi. Nella profonda valle, acqua fresca scorre attraverso fattorie che sono ivi situate.

Sebbene il suolo della riserva sia ricoperto da molte rocce calcaree, queste sfruttano i bacini di suolo rossastro che trattiene l’acqua durante l’inverno. Qui sono state piantate molte erbe selvatiche e bellissimi fiori, ma vi nascono anche erbe medicinali come timo, camomilla e cespugli vari.

Queste piante sono raccolte dai contadini e dalle persone che passano il loro tempo nella riserva. Per alcuni, queste piante sono diventate una fonte di sostentamento e di ritorno economico. Alcune persone e contadini che vi trascorrono del tempo, raccolgono queste piante, le mettono in capienti borse in tela di canvas e poi si recano ai mercati di Hebron per venderle alle persone che ne fanno grande richiesta, proprio perché nascono solo in aree montuose.

La riserva è un terreno fertile per gli allevamenti palestinesi, specialmente per quelli di Tarqumiya. Migliaia di pecore appartenenti ai palestinesi che abitano nei villaggi circostanti, pascolano nella riserva. I pastori, intanto, si riposano sotto l’ombra degli alberi mentre il loro pascolo bruca in quella terra fertile e cantano musiche tradizionali utilizzando lo strumento nazionale palestinese, lo Shababah (flauto).

Parco nazionale.

Il comune di Hebron ha deciso di fare di parte della riserva un parco nazionale al servizio dei residenti del governatorato, che sono intrappolati dalle colonie israeliane tutte attorno. La costruzione di insediamenti ha ristretto la loro libertà di movimento, specialmente da quando questa vasta riserva è sotto il controllo palestinese e il suolo del governo può essere usato come riserva naturale.

Mohammed Omran al-Qawasmi, un membro del consiglio comunale di Hebron, ha notato che l’apertura di un parco nazionale all’interno del Wadi Qaf servirebbe ai residenti del governatorato di Hebron come sfogo in un periodo di chiusura di aree palestinesi. Al-Qawasmi ha detto in un’intervista ad un giornalista di PIC che il dipartimento delle infrastrutture del comune di Hebron sta lavorando alla preparazione dei piani necessari per sviluppare questo progetto che sarà realizzato a favore dei palestinesi, senza toccare l’area forestale.

L’area di Wadi Qaf è un’attrazione turistica, soprattutto in primavera e in estate. Inoltre, scolaresche e delegazioni scientifiche da università e istituti giungono per visitare l’area e condurre studi sulla vegetazione e su uccelli, insetti e farfalle.

Traduzione di Martina Di Febo

 

© Agenzia stampa Infopal
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