Washington Post : (in Italiano)Goldstone riconsidera il rapporto sul conflitto a Gaza

  «Reconsidering the Goldstone Report Titolo origon Israel and war crimes».

Oggi noi sappiamo molte cose in più su quello che è successo nella guerra di Gaza del 2008-2009 di quanto ne sapevamo quando ho presieduto la Commissione di inchiesta nominata dal Consiglio per i Diritti Umani che ha prodotto quello che è a conosciuto come il Rapporto Goldstone. Se avessi saputo allora ciò che sò adesso, il Rapporto Goldstone sarebbe un documento diverso.

La relazione finale da parte del comitato di esperti indipendenti dell’ONU – presieduta dall’ex giudice di New York, Mary McGowan Davis – che ha fatto seguito alle raccomandazioni del Rapporto Goldstone ha rilevato che «Israele ha dedicato notevoli risorse per indagare oltre 400 accuse di cattiva condotta operativa a Gaza», mentre «le autorità de facto (cioè, Hamas) non hanno condotto indagini sul lancio di razzi e colpi di mortaio contro Israele».
La nostra relazione ha trovato prove di potenziali crimini di guerra e forse crimini contro l’umanità da parte di Israele e di Hamas. I crimini commessi da Hamas va da sè che sono stati intenzionali – i suoi razzi sono stati volutamente e indiscriminatamente lanciati contro obiettivi civili.

Le accuse di intenzionalità rivolte a Israele erano basate sulla morte e il ferimento di civili in situazioni in cui la nostra missione non aveva nessun elemento per trarre delle considerazioni ragionevoli. Le inchieste pubblicate dai militari israeliani e fatte proprie nella relazione della commissione delle Nazioni Unite hanno stabilito la validità di alcuni incidenti da noi indagati relativi a singoli soldati e nel contempo hanno indicato che i civili non sono stati volutamente presi di mira in seguito ad una decisione politica.Ad esempio, il più grave attentato su cui la Relazione Goldstone si è incentrata è rappresentato dall’uccisione di circa 29 membri della famiglia al-Simouni nella loro casa. Il bombardamento era apparentemente la conseguenza dell’errata interpretazione da parte di un comandante dell’immagine di un drone, e un ufficiale è sotto inchiesta per avere ordinato l’attacco. Mentre la lunghezza di questa indagine è frustrante, sembra che un adeguato processo sia in corso, e sono convinto che se sarà provato che l’ufficiale è stato negligente, Israele risponderà di conseguenza. Come ho sempre detto, lo scopo di queste indagini è garantire la responsabilità per azioni improprie, non sapendo con il senno di poi, nè tanto meno in anticipo, le decisioni difficili che sono state prese dai comandanti sul campo di battaglia.

Pur apprezzando il fatto che Israele abbia indagato sulle accuse, condivido le preoccupazioni espresse nella Relazione McGowan Davis che solo poche inchieste fatte da Israele si sono concluse e che ritengono che i processi avrebbero dovuto essere pubblici. Sebbene le prove relative ad Israele che sono emerse dopo la pubblicazione del nostro rapporto non negano la tragica perdita di vittime civili, mi rammarico che la nostra Commissione di inchiesta non ha potuto disporre delle prove che spiegano in quali circostanze questi civili di Gaza sono stati presi di mira, perchè probabilmente avrebbero influito sulle nostre conclusioni sui crimini di guerra e sull’intenzionalitàLa mancanza di cooperazione da parte di Israele nelle nostre indagini ha fatto sì che non siamo stati in grado di confermare come siano stati uccisi molti abitanti di Gaza e quanti di essi erano combattenti. Il numero fornito dai militari israeliani si è rivelato essere simile a quello recentemente fornito da Hamas (anche se Hamas potrebbe avere qualche motivo nel gonfiare il numero dei suoi combattenti).Ho detto fin dall’inizio che avrei accolto con favore la cooperazione di Israele. lo scopo del Rapporto Goldstone non è mai stato quello di provare delle conclusioni scontate contro Israele. Ho insistito sulla modifica del mandato originario approvato dal Consiglio dei Diritti dell’Uomo, che era distorto contro Israele. Sono sempre stato chiaro sul fatto che Israele, come qualsiasi nazione sovrana, ha il diritto e dovere di difendere sè stessa e i suoi cittadini contro attacchi provenienti dall’esterno e dall’interno. Ciò che non è stato riconosciuto con la necessaria attenzione è che il nostro rapporto ha sancito per la prima volta che gli atti illegali e terroristici di Hamas sono stati condannati dalle Nazioni Unite. Avevo sperato che la nostra indagine su tutti gli aspetti del conflitto di Gaza avrebbe dato inizio ad una nuova era di imparzialità del Consiglio per i diritti umani, il cui storico pregiudizio contro Israele non può essere messo in dubbio.Qualcuno ci ha accusato che il processo da noi seguito erano fuori dagli standars giudiziari. Tanto per essere chiaro: la nostra missione non era in alcun modo un processo giudiziario o semi-giudiziario. Non abbiamo indagato sulla condotta criminale di chiunque si trovasse in Israele, a Gaza o in Cisgiordania. Abbiamo fatto le nostre considerazioni sulla base di documentazioni che sono state raccolte prima che noi arrivassimo, che purtroppo non hanno potuto includere le prove fornite dal governo israeliano. Infatti, la nostra principale raccomandazione è stata che ciascuna parte indagasse , in modo trasparente e in buona fede, sugli incidenti che erano contenuti all’interno del nostro rapporto.
 McGowan Davis ha scoperto che Israele l’ha fatto in misura significativa. Hamas non lo ha fatto per niente.Alcuni hanno suggerito che era assurdo aspettarsi che Hamas, un organizzazione che ha come obiettivo politico quello di distruggere Israele, si mettesse ad indagare su ciò che abbiamo definito come gravi crimini di guerra. La mia era una speranza, anche se poco realistica, che Hamas lo avrebbe fatto, soprattutto se Israele avesse svolto le proprie indagini.Per lo meno mi aspettavo che di fronte ad una constatazione evidente che i suoi militanti stavano commettendo gravi crimini di guerra, Hamas avrebbe potuto limitare i suoi attacchi. Purtroppo non è stato così. Altre centinaia di razzi e di colpi di mortaio sono stati diretti contro obiettivi civili nel sud di Israele. Che gli israeliani uccisi dai razzi e dai colpi di mortaio provenienti da Gaza siano relativamente pochi non minimizza l’azione criminale. Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite dovrebbe condannare questi atti odiosi nei termini più perentori.Alla fine, chiedere ad Hamas di indagare può essersi rivelata un impresa sbagliata. Così, allo stesso modo, il Consiglio per i Diritti Umani dovrebbe anche condannare allo stesso modo il recente ingiustificabile massacro a sangue freddo di una giovane coppia di israeliani e di tre dei loro piccoli bambini nei loro letti.Continuo a credere nella causa di stabilire e applicare il diritto internazionale nei conflitti prolungati e mortali. La nostra relazione a portato a numerose ‘lezioni apprese’ e cambiamenti politici, compresa l’adozione da parte delle Forze di Difesa israeliane di nuove procedure per la protezione di civili nel caso di guerriglia urbana e di limitazioni circa l’uso del fosforo bianco in aree civili. L’Autorità palestinese ha condotto un indagine indipendente sulle nostre denunce di violazione dei diritti umani – omicidi, torture e detenzioni illegali – perpetrati da Fathah in Cisgiordania, in particolare nei confronti di membri di Hamas. La maggior parte di queste accuse sono state confermate da questa indagine. Purtroppo non c’è stato nessuno sforzo da parte di Hamas a Gaza per indagare sulle accuse a lei rivolte circa i crimini di guerra e i possibili crimini contro l’Umanità.In poche parole, le leggi relative ai conflitti armati si applicano non meno agli attori non statali come Hamas di quanto non si faccia con gli eserciti nazionali. Garantire che gli attori non statali rispettino tali principi, e che siano indagati se non riescono a farlo, è una delle maggiori sfide per il Diritto dei conflitti armati. saremo in grado di proteggere i civili che, non per averlo scelto, si trovano in guerra soltanto se tutte le parti in conflitto saranno tenute a rispettare degli standard.Lo scrivente, un giudice in pensione della Corte costituzionale del Sud Africa ed ex-Capo procuratore dei Tribunali penali internazionali delle Nazioni Unite per la ex-Jugoslavia e per il Ruanda, ha presieduto la commissione di inchiesta delle Nazioni Unite sul conflitto di Gaza.


dal blog guerre contro :Guerre Contro

2 il ‘trattamento’ riservato al giudice Goldstone giusto un anno fa.

Goldstone family drawn into row over Gaza report

• War crimes jurist attacked for report critical of Israel
• Jewish groups threaten to disrupt bar mitzvah

Continua sul Guardian del 30 aprile 2010

Commento  :Ma nonostante tutto, Goldstone difende il lavoro della sua commissione e l’obiettivo che era quello di includere anche organizzazioni non statali (Hamas) nel rispetto del diritto dei conflitti armati, più una serie di altre cose tra le quali il riconoscimento che Israele ha fatto delle azioni positive per verificare i fatti e ha cambiato alcune prassi della contro-guerriglia in zone abitate per il futuro.
Non ha rinnegato il lavoro fatto dalla sua commissione. Ha ribadito che era compito della sua commissione non intentare un processo ma raccogliere prove e testimonianze su possibili crimini di guerra, e che la commissione che l’ha seguito – McGowan Davis – ha raccolto le sue indicazioni. Ha fatto comprendere benissimo che le conclusioni sarebbero state diverse se avessero avuto a disposizione tutte le informazioni che sono arrivate dopo dato che Israele non ha collaborato con la sua commissione.
Ha dichiarato che ha chiesto e ottenuto un cambio di mandato per la sua commissione in quanto il mandato iniziale del Consiglio peri diritti umani era viziato da una posizione pregiudiziale contro Israele, etc.
Insomma tutte le cose che si possono leggere direttamente nel suo articolo.

Quindi tanto di cappello a Goldstone per la sua etica e la sua professionalità.

Pubblicato da arial a 23:09
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