Washington testa i nuovi F35. Onu: «Sempre più vittime civili»

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Emanuele GiordanaIl Manifesto

29.09.2018

28.9.2018, 23.57

Dal paese della guerra e della confusione infinita arrivano due notizie di segno opposto. La prima dice che funzionari del governo afghano e talebani si sono incontrati in Arabia saudita per discutere di uno scambio di prigionieri in cambio della garanzia che le elezioni previste in ottobre si possano svolgere pacificamente.

La notizia è anche che sarebbe stato il fallimento, forse temporaneo, di colloqui diretti tra americani e talebani a convincere parte della guerriglia a parlamentare con i «burattini» del governo di Kabul, come i talebani definiscono l’esecutivo di Ashraf Ghani.

L’altra notizia riguarda invece la conferma dell’arrivo in Afghanistan dell’ultima generazione di F-35 della Lockheed Martin: F-35B Lightning II, un aereo da combattimento in grado di decollare e atterrare anche in condizioni estreme.
Giovedì scorso, confermando le indiscrezioni del giorno prima fornite dalla Cnn, avrebbe compiuto il suo primo raid contro i talebani. Ovviamente vittorioso.

Nel paese della guerra e della confusione infatti la propaganda militare ostenta i successi della nuova politica di Trump: colpire dall’aria sempre di più costringendo i talebani al tavolo negoziale. Ma se il risultato sperato è quantomeno discutibile, l’opzione aerea è già in voga da tempo.

Con pessimi effetti. Alcune decine di civili sarebbero stati uccisi da recenti raid aerei congiunti afghano-americani su cui sta indagando la missione di assistenza delle Nazioni unite in Afghanistan (Unama) che sostiene come le vittime si debbano a errori commessi durante una caccia dal cielo dell’aviazione.

I militari chiamati in causa obiettano un vecchio refrain e cioè che fanno il possibile per non colpire i civili e che le morti denunciate non risultano. Ma Unama ricorda anche che gli attacchi aerei – triplicati nell’ultimo anno – avevano già ucciso 149 persone e ne avevano ferite oltre 200 nella prima metà del 2018, in crescita del 52% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Incuranti degli appelli umanitari, i militari fanno arrivare gli F-35B ma non senza polemiche. Il caccia è infatti nell’occhio del ciclone non solo in Italia: il Congresso statunitense aveva espresso dubbi su una macchina da guerra che continua a mostrare falle.

Forse i marine, e con loro l’industria bellica, devono aver pensato che si dovrà pur testare se l’ultima generazione di F-35 finalmente funziona. Cosa meglio di una guerra? I negoziati possono attendere.

 

Washington testa i nuovi F35. Onu: «Sempre più vittime civili»

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