WEEK-END CON GLI IMPRENDITORI ITALIANI

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Lavoro particolare in questo week end di festa palestinese (‘Eid al-Adha). Traduttrice per un gruppo di imprenditori italiani desiderosi di aprire il loro business anche al Medio Oriente. Self-made men o figli di grandi imprenditori, interessati ai soldi, agli affari. Un altro mondo. Che già in Italia rifuggivo, e che ora, dopo tre anni fuori non posso che rifiutare. Un mondo che mi sembra troppo superficiale, troppo legato all’aspetto economico, senza sentimenti né stimoli. Aprire un business qui, iniziare relazioni commerciali coi palestinesi, senza capire niente della società e dell’economia locale, senza considerare l’impatto che simili accordi commerciali possono avere sulla società. Imposizione di modelli occidentali, niente più.

“Se guadagniamo entrambi,va bene. Io lavoro per soldi, e tu?”. Certo, sono ingenua io, non potevo mica aspettarmi discorsi di politica internazionale o riflessioni che esondassero l’aspetto finanziario.

Uomini maschilisti, egocentrici, contro la magistratura e i sindacati. “I miei lavoratori si son persino lamentati perché ad agosto non ho fatto fare loro le ferie. Eravamo in ritardo coi lavori, ho rimborsato io i costi di biglietti ed hotel a quelli che avevano già prenotato. E questi, al posto di ringraziarmi perché avevano un lavoro, han pure protestato”.

“Non riesco mica a capire come facciate a vivere qui. E’ un posto terribile, peggio del sud Italia. Quelli dalle mie parti li chiamiamo terroni, che restino lì e non vengano da noi al nord”.

Oppure, quando si lanciavano nelle discussioni un po’ più politiche…“Sentite io sono pragmatico. Questo conflitto qui non si risolverà mai. Perché i palestinesi non rinunciano a Gerusalemme e fanno la pace con gli israeliani?”

Certo, è vero. Anch’io per una volta ho considerato l’aspetto finanziario e ho accettato il lavoro perché ben pagato. Forse tutto ciò è servito a capire in modo ancora più chiaro che non potrei mai lavorare nel settore esteri di un’azienda privata, nemmeno per poco. Ho capito che l’internship che sto facendo mi piace, tanto, perchè trovo un senso in quello che faccio, ho degli stimoli, una forte motivazione, una giusta causa per cui combattere.

 

http://storiedellaltromondo.wordpress.com/2012/11/02/week-end-con-gli-imprenditori-italiani/

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