Yehoshua e l’arroganza coloniale

Monday, 09 January 2012 07:32 Michael Warschawski per l’Alternative Information Center (AIC)

 A.B. Yehoshua (photo: flickr/mtkr)

La teoria esposta dal famoso autore israeliano A.B. Yehoshua contro uno stato bi-nazionale puzzava di colonialismo e di razzismo. Accusava i palestinesi, che lottano in maniera forte e chiara per la libertà, di incoraggiare l’occupazione. Esattamente in nome di chi parla Yehoshua, l’autore nazionale di Israele?

Venerdì scorso, l’autore israeliano A.B. Yehoshua ha pubblicato una risposta ad un articolo di Avraham Burg, il quale affermava che le politiche dei governi israeliani potrebbero aver ucciso in maniera definitiva la soluzione dei due stati, e che per questo è necessario prepararsi all’opzione di un stato bi-nazionale. La discussione riguardo ad uno stato bi-nazionale non è del tutto nuova – Meron Benvenisti l’aveva già sollevata nel 1980, paragonando Israele e i Territori palestinesi ad un uovo strapazzato che non può essere decifrato e separato. Mentre Benevenisti è stato attaccato per la sua posizione, il recente articolo di Burg suggerisce come il tema sia ormai diventato mainstream. Burg, dopo tutto, è un principe del sionismo – un ex membro della Knesset, e un ex capo dell’Agenzia Ebraica per Israele.

Yehoshua freme alla possibilità di una stato bi-nazionale, nella consapevolezza che le politiche di Israele hanno distrutto la possibilità di una divisione in due stati, e se la prende con le vittime, coi palestinese, per il fatto che questa stessa occupazione coloniale continua da più di 40 anni. Egli scrive: “I palestinesi guardano passivamente l’accelerata costruzione delle colonie; e con la loro sub-conscia pazienza, loro (ci tengo a sottolineare) ci trascinano verso uno stato bi-nazionale”.

Incredibile. I palestinesi – che hanno pagato con migliaia di morti la loro opposizione all’occupazione israeliana e al progetto di colonizzazione della loro terra – sono accusati da un autore israeliano di essere passivi, di non aver fatto abbastanza per porre fine all’occupazione e alla colonizzazione, al furto di terra e acqua, e all’espropriazione della loro terra. Io non conosco nessun colonialista inglese o francese che sia arrivato fino a questo punto pur di giustificare il colonialismo del suo paese e pur di pulirsi la coscienza, trasformando la vittima in colpevole. Spesso ci imbattiamo in questo tipo di argomentazioni quando si parla di una donna che è stata violentata.

Yehoshua continua: “Dobbiamo renderci conto che uno stato bi-nazionale non è solamente il risultato delle azioni di Israele, ma che la sua creazione sarebbe anche favorita dalla silenziosa cooperazione dei palestinesi, sia in Israele che oltre i suoi confini”. La stragrande maggioranza dei palestinesi dichiara di voler porre fine all’occupazione e di volere la soluzione dei due stati. Inoltre, l’uso di parole come “sub-conscio” e “silenzioso” suggeriscono che, mentre Yehoshua non può dimostrare la sua affermazione, egli, come israeliano, sa quello che i palestinesi pensano e vogliono nella realtà.

Oltre alla sua posizione coloniale e alla sua arroganza razzista, Yehoshua pretende di opporsi ad uno stato bi-nazionale anche per conto di tutti gli israeliani i quali “ si rendono conto e capiscono che uno stato bi-nazionale nella Terra di Israele è una possibilità pericolosa e sfavorevole, sia nel breve sia (soprattutto) nel lungo termine”. E chi sono questi israeliani nel nome dei quali l’autore afferma di parlare? Essi non fanno parte del “partito religioso (a causa della struttura della sua identità religiosa), né della destra laica ed estremista (a causa della violenza delle sue fantasie), né della sinistra post-sionista (a causa della sua visione umanitaria-cosmopolita)” – Secondo Yehoshua, fuorchè tutti questi gruppi, tutti gli israeliani capiscono che la soluzione bi-nazionale è un disastro.

Ma andiamo a contare: il partito religioso rappresenta circa il 25 per cento della popolazione di Israele, il gruppo secolare della destra è un altro 25 per cento, e la “pazza” sinistra post-sionista è,  diciamo, il cinque per cento. Yehoshua opportunamente dimentica i cittadini palestinesi d’Israele, che costituiscono un altro 20 per cento della popolazione di Israele. Nel migliore dei casi l’Israele che Yehoshua rappresenta, le persone “sane” che si oppongono all’incubo dello stato bi-nazionale, è meno della metà dei cittadini del paese. Tutto il resto, secondo il nostro autore nazionale, non appartiene al “popolo sovrano”. Con una definizione così limitata di ciò che significa essere israeliano, non c’è da sorprendersi quindi che alcuni potrebbero desiderare uno stato bi-nazionale.

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/11-aic-projects/3346-yehoshua-e-larroganza-coloniale

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