Yesh Din : DI SABATO QUESTO E’ IL PASSATEMPO PREFERITO DAI COLONI DI HAR BRACHA

19 Ago 2013

 gaza

Sintesi personale

Inviato il 18 ago 2013 da Yossi Gurvitz
I coloni vanno su tutte le furie contro i palestinesi  durante il Sabbath  e l’esercito si  unisce. Condividi questo, dal momento che i media mainstream non lo farannoNel corso della serata, un sabato di giugno, W., un residente di Burin, ha portato il suo gregge al pascolo. Purtroppo per gli abitanti di Burin  il loro villaggio è circondato da insediamenti e avamposti, le molestie e la furia sono un evento quasi quotidiano. Il sabato, quando i giovani coloni sono annoiati, le cose peggiorano.

Mentre W. stava lasciando la sua casa, ha notato un gruppo di alcune decine di coloni, tutti vestiti a festa con i fronzoli Sabbath , come se stessero andando alla sinagoga  che scendevano dall’avamposto Har Bracha verso Burin. W. ha notato  un pastore solitario. E’ corso verso di lui per metterlo in guardia, il pastore si è accorto  che i coloni  erano abbastanza vicini ed è fuggito. In tutte le pagine più scure della storia  gli ebrei hanno imparato che, se vedono un gruppo di uomini cristiani che lasciano la chiesa  di domenica, è prudente cambiare rapidamente rotta. Quando i palestinesi nell’area C vedono un gruppo di uomini in abiti Sabbath, sanno proprio cosa aspettarsi.

Alcuni giovani del villaggio si sono organizzati per impedire loro di raggiungere il villaggio. I coloni hanno iniziato a lanciare pietre contro i palestinesi. W. ha chiamato l’esercito, giunto sulla scena circa dopo 90 minuti di lotta.  W. ha notato che le truppe venivano dalla direzione degli   avamposti  di  Har Bracha . E ‘difficile credere che i soldati non avessero visto i settler  a meno che non fossero particolarmente  inetti.Qui entra in gioco  la solita cecità della IDF : le truppe notoriamente non riescono ad accorgersi della violenza dei settler contro i palestinesi per  cui hanno  fatto quello che fanno di solito : hanno collaborato con i teppisti e iniziato a sparare gas lacrimogeni contro le loro vittime, i palestinesi. In breve tempo, i coloni e i soldati  si sono trovati sulla stessa linea : un colono sparava in aria  e i soldati sparavano gas lacrimogeni e granate stordenti contro i palestinesi. Poco dopo  è esploso  un incendio, come al solito, e l’esercito ha impedito ai pompieri palestinesi di raggiungere la scena  e un pascolo è andato in fiamme. Lo scontro è andato avanti per ore  e poi le truppe se ne sono andate, solo allora i pompieri palestinesi hanno potuto raggiungere il luogo.

W.  ha presentato una denuncia al Distretto di Polizia di Giudea e Samaria. Circa un mese dopo l’incidente la polizia ci ha informato di aver chiuso il caso. Non si è disturbata a spiegarci jl  perché, perché  dovrebbe? Dopo tutto  abbiamo a che fare con la stessa forza di polizia che, come Haaretz ha riferito di recente ( ebraico ), ha chiuso il file contro un colono sospettato di violazione di domicilio, anche se la vittima si è presentata alla polizia con il suo numero di telefono. Stiamo ancora cercando di capire perché il caso Burin sia  stato chiuso. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle nostre  richieste di chiarimento. Faremo appello.  A volte funziona.

Saremmo felici se vorrete condividere questo post, in modo che più persone possano  rendersi  conto di ciò che accade in Cisgiordania. Parafrasando lo slogan Hasbara, condividetelo perché i media mainstream non lo faranno .

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ARTICOLO ORIGINALE

Just another Saturday pogrom

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Settlers go on a rampage against Palestinians wearing their Sabbath best, and the army joins them. Share this, since the mainstream media won’t

During the evening, on a June Saturday, W., a resident of Burin, took his herd to pasture. Unfortunately for the residents of Burin, their village is surrounded by settlements and outposts; harassment and rampages are an almost daily occurrence. On Saturdays, when the young settlers are bored, things get worse.

As W. was leaving his house, he noticed a group of a few dozen settlers, all dressed up to the nines in Sabbath finery as if they were going to the synagogue, coming down from the Har Bracha outpost towards Burin. Fearful, W. noticed that between the settlers and the villagers was a lonely shepherd. He ran towards him to warn him; the shepherd noticed the settlers marching briskly towards him soon enough, and fled. Throughout some of history’s darker pages, Jews learned that if they saw a group of Christian men leaving the church on Sunday, it would be prudent to speedily change course. When the Palestinians in the C area see a group of men in Sabbath clothes, they know just what to expect.

Some young men in the village noticed the settlers as well, and organized to prevent them from reaching the village itself; they would defend themselves against the hooligans. The settlers began throwing stones at the Palestinians. W. called the army, and it moseyed onto the scene some 90 minutes into the fight. This shouldn’t have taken so long; W. noticed the troops came from the same direction as the settlers, i.e. the Har Bracha outposts. It’s hard to believe the soldiers did not see the hooligans going on their way, unless they were particularly inept soldiers. But here the usual blindness of the IDF comes into play: As far as violence of settlers against Palestinians  is concerned, the troops notoriously fail to notice them.

As the troops arrived, they did what they usually do: Collaborated with the hooligans and started firing tear gas at their victims, the Palestinians.  In a short while, the settlers and soldiers were in standing in one line: One settler was firing in the air, and the soldiers were firing tear gas grenades and stun grenades at the Palestinians. Soon afterwards, fire broke out; as usual, the army prevented Palestinian fire fighters from reaching the scene, and a pasture plot went on fire. The clash went on for hours, and afterwards the troops left; only then could the Palestinian fire fighters reach the scene.

That’s how it looks; a Saturday evening pastime, a way to while away the time before the Sabbath ends. When the settlers go on the pogrom path, the army generally stands aside, as the Czar’s police used to do; sometimes it joins them. But always it protects them – them, and not the Palestinian residents who it is obliged, by the decisions of the HCJ and international law, to protect.

W. made the requisite empty gesture and lodged a complaint with the Judea and Samaria District Police. About a month after the incident, the police informed us it had closed the case. It did not bother explaining why, because why should it? After all, we’re dealing with the same police force which, as Haaretz reported recently (Hebrew), closed the file against a settler suspected of trespassing even though the victim presented the police with her phone number, and without carrying out any investigation. We are still trying to understand why the Burin case was closed, and when we see it – despite asking for it a few weeks ago, we are yet to be given access to its contents – we may appeal. Sometimes it works.

We’d be happy if you would share this post, so that more people will understand what happens in the West Bank. Paraphrasing the Hasbara slogan, share it because the mainstream media won’t.

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