Zafrir Rinat : impianto di depurazione abusivo delle acque di scarico dei coloni di Ofra

mercoledì 6 aprile 2011

Vorrei farvi conoscere il principio della cancellazione relativa – una norma giuridica che dice che un difetto nelle attività di un’autorità governativa non comporterà necessariamente la cancellazione di tale attività. E non vi è regione più idonea per la realizzazione di questo meraviglioso principio, con il sostegno giuridico ai massimi livelli, della Samaria e della Giudea, un’area nella quale i desideri dei coloni annullano quasi completamente i diritti e le necessità degli altri. 

I fatti, secondo la versione dello Stato, sono abbastanza chiari. Ofra non ha un piano generale o un’area giurisdizionale definita, per cui non possono essere concessi permessi edilizi. Ma è fiorita e si è allargata sulle terre di proprietà palestinese correttamente registrate nel catasto dei terreni.  

Una comunità fiorente ha necessità di un adeguato impianto di depurazione delle acque reflue e a questo scopo il posto è stato trovato: Nella tradizione gloriosa di Ofra è stato costruito un impianto di depurazione delle acque reflue senz’alcun permesso relativo, senza un piano generale e, naturalmente, su terreni di proprietà privata. Ci sembra persino esserci il sospetto che qualcuno collegato ai coloni abbia pubblicato un documento che, secondo la Procura di Stato “si presenta simile a un permesso di costruzione”.  

Ma questa catena di errori, di distorsioni e di violazioni della legge è relativamente trascurabile rispetto alla profonda preoccupazione dello stato e dei coloni per l’ambiente. Non c’è altra soluzione per la depurazione delle acque reflue, afferma lo stato, per cui l’impianto dovrebbe essere lasciato dove attualmente si trova e l’area dovrebbe essere espropriata. Servirà anche ai villaggi palestinesi e questa sarà una motivazione supplementare per la sua esistenza. Una delle alternative che era considerata come una soluzione era quella di utilizzare le vasche di ossidazione poste all’interno di Ofra, ma era stata respinta, per la ragione dell’essere le vasche vicino alle case dei coloni.  

E’ difficile non rimanere impressionati dalla chiusura del cerchio, nel corso della quale i coloni hanno migliorato la loro situazione, pur continuando a inquinare l’ambiente e hanno rafforzato ancor più la loro presa sul terreno, al fine di risolvere il problema ambientale che avevano determinato. Per prima cosa hanno costruito le colonie illegli senza permessi. Queste vasche si trovavano molto vicino alle case e troppo piccole, tanto ché hanno costruito illegalmente un nuovo impianto all’esterno della comunità, ed ora lo stanno legalizzando, in quanto diversamente ne continuerebbe a soffrire l’ambiente.  

Quindi perché dovremmo lamentarci dei coloni il cui lavoro sta affogando nelle acque di scarico? La responsabilità principale resta quella dello stato, che è venuto in loro soccorso dopo aver fornito “una certa quantità di fondi”, com’è stata definita dalla Procura dello Stato, per realizzare l’impianto. Ora gli abitanti palestinesi del villaggio che hanno visto Ofra impossessarsi delle loro terre si presume che facciano affidamento sulla colonia per risolvere il problema delle loro acque di scarico, per via dell’ulteriore pezzo di terra del quale sono stati derubati. Se essi non accetteranno la condizione, saranno costretti a continuare

 

 ad affrontare il problema della acque di scarico che crea problemi pure alle loro vite e danneggia l’ambiente. Se invece accetteranno la soluzione, contribuiranno a perpetuare l’impresa coloniale garantendole persino l’avallo ambientale. Per quanto riguarda i coloni, di certo sfrutteranno il prevedibile rifiuto degli abitanti del villaggio di utilizzare l’impianto di depurazione, per poter continuare con la campagna di informazione sull’ambiente che ultimamente stanno portando avanti. In tale contesto, stanno facendo pressione sul governo per fermare l’inquinamento proveniente dalle acque di scarico delle comunità palestinesi, biasimando i loro vicini per essersi rifiutati di collaborare con le colonie nella costruzione di strutture di depurazione. Di certo, non si dimenticheranno di dire che il loro punto di vista non è connesso ad una qualche soluzione politica, in quanto dopo tutto, l’unica cosa che interessa loro, come si sa, è quella di conservare verde e bella la terra di Israele. Impianto di depurazione delle acque di scarico fatto abusivamente dai coloni di Ofra(tradotto da mariano mingarelli)

Di recente lo Stato ha presentato all’Alta Corte di Giustizia la sua risposta a una petizione presentata, tramite gli avvocati Michael Sfard e Shlomi Zecharia, da residenti palestinesi contro la costruzione di un impianto per la depurazione delle acque per la colonia di Ofra realizzato in terreni che sono proprietà privata di palestinesi.  

 

Pubblicato da arial a 11:37
Frammenti vocali in MO:Israele e Palestina
Contrassegnato con i tag: , , , , ,

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam