Zainab al-Qolaq racconta attraverso la pittura la storia dei 22 membri della sua famiglia uccisi nella guerra di Gaza

478

Articolo pubblicato originariamente su Mondoweiss e tradotto dall’inglese da Beniamino Rocchetto

Zainab al-Qolaq ha perso 22 membri della famiglia durante la guerra del 2021 a Gaza. Ora mantiene viva la loro memoria attraverso la pittura.

Di Tareq S. Hajjaj

Zainab al-Qolaq è al centro dei suoi nove dipinti, circondata da persone, macchine fotografiche e giornalisti che fanno domande. Si sposta in un angolo, rispondendo rapidamente. Sembra tesa e insicura, fino al momento in cui arriva suo padre. Lui le mette un braccio intorno alle spalle, e poi i suoi occhi si rilassano e lei trova nuovamente lo spirito per continuare.

“È facile sbarazzarsi delle macerie della nostra casa, ma la distruzione nel mio cuore è impossibile da eliminare, ho perso 22 membri della mia famiglia”, ci dice al-Qolaq, la 22enne sopravvissuta ai bombardamenti dell’assalto israeliano su Gaza del maggio del 2021. Ha raccontato la sua storia attraverso i nove dipinti che espone appesi alle pareti nella sede dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani (Euro-Med Human Rights Monitor) a Gaza, durante una mostra di due giorni a maggio.

“Ho 22 anni, ho perso 22 famigliari”, è il titolo della mostra.

Questi nove dipinti che al-Qolaq ha prodotto dopo la guerra del 2021 sembrano traumi di guerra. La sua casa è stata bombardata durante la scorsa aggressione militare israeliana su Gaza ed è rimasta sepolta sotto le macerie per 12 ore. Avrebbe voluto perdere i sensi durante quelle ore sotto le mura e le macerie della sua casa, ma ne ha vissuto ogni spaventoso minuto. Alla fine, è stata salvata solo per scoprire che 22 persone della sua famiglia erano rimaste uccise.

“Dopo essere stata estratta dalle macerie, non potevo aprire gli occhi. Non ero in grado di capire tutta quella distruzione intorno a me”, ha detto.

“La Zainab di prima della guerra era una persona molto diversa dalla Zainab di oggi”, riflette.

Alla mostra, si muove lentamente tra i dipinti e descrive come abbia perso la gioia di vivere dopo la guerra. I suoi dipinti sono tetri e spaventosi, come quello che mostra due file di persone ricoperte dai loro drappi funerari bianchi, è una rappresentazione della sua famiglia. Un altro è di un fantasma che sembra la morte che indossa una veste nera, A prima vista si potrebbe pensare che sia la morte che ha vissuto, ma lei spiega che è un dipinto di come si sentiva dopo la guerra.

Uno dei dipinti più toccanti ricrea una foto dei suoi familiari. Hanno scattato la foto durante la laurea di suo fratello maggiore. Ha dipinto la stessa foto, ma con abiti indefiniti per i membri della famiglia che sono morti. Dipinge solo i volti dei sopravvissuti: uno dei suoi fratelli e suo padre.

“I vestiti mi spaventano, mi ricordano la mia famiglia. Le persone che ho perso sono diventate vestiti vuoti”, dice.

LA VITA PRIMA DELLA GUERRA

Una famiglia di sette persone, Zainab, i suoi genitori e i suoi quattro fratelli stavano aspettando felicemente la sua laurea per festeggiare. Era una studentessa laureanda nel dipartimento di letteratura inglese dell’Università islamica di Gaza. Suo fratello maggiore si era laureato un anno prima della guerra e lei era la prossima. La famiglia si preparava a festeggiare.

“Era una famiglia adorabile, eravamo molto uniti e abbiamo sempre preferito trascorrere il nostro tempo assieme. Non eravamo militanti e non pensavo che potessimo essere bombardati”, dice.

Nonostante le perdite vissute, Zainab ha continuato il suo percorso per rendere orgogliosa la sua famiglia. Ha superato gli esami dopo la guerra e si è laureata con successo.

Voleva condividere la gioia con la sua famiglia per avercela fatta. Andò al cimitero per festeggiare la sua laurea in famiglia. “Non avrei mai potuto immaginare di festeggiare in un cimitero, ma l’ho fatto perché tutta la mia famiglia è lì”.

La sua vita prima della guerra era colorata e i suoi disegni trasudavano ottimismo. “Disegnavo il mare, i gabbiani e dipinti pieni di vita”, ha detto.

Prima della guerra, Zainab ha condotto un’intervista con un’emittente locale, dove è stata intervistata come un’artista emergente di talento. Le sue ambizioni e i suoi pensieri riflettevano una giovane donna che aveva scoperto da poco il suo talento artistico mentre studiava all’Università. Era piena di vita e il suo sorriso era raggiante.

SOTTO LE MACERIE

Era l’una di notte, Zainab stava dormendo quando sua madre la svegliò ed entrambe si chiesero cosa stesse succedendo.

“Il suono era terrificante; le pareti si aprivano, l’edificio ondeggiava. Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di pensare che il palazzo è crollato”, racconta Zainab ricordando il momento in cui la sua casa è stata bombardata.

“Dodici ore a pensare e a chiedermi: il resto della mia famiglia sta bene? Chi è vivo, chi è morto, chi sta urlando? Mi chiedevo se qualcuno fosse sopravvissuto. Continuavo a ripetermi che se ero ancora viva, anche loro dovevano cercare di sopravvivere”, spiega Zainab.

UNA VITA SOSPESA

Zainab non è andata avanti da questo giorno orribile. Rivive continuamente la scena della perdita della sua famiglia. Ogni giorno all’una di notte ricorda l’ultimo momento in cui la sua famiglia stava insieme.

“Non ho perso uno o due membri della mia famiglia, ne ho persi 22”.

Prima della guerra, Zainab non aveva responsabilità familiari, si dedicava solo allo studio e al nuovo talento artistico. “Ma dopo la guerra è diventata come una madre, con la responsabilità del resto della famiglia”, ha detto suo padre Shokri Al-Qolaq.

“È come una madre e per me un sostegno”, dice Shokri. “Zainab ora ha responsabilità schiaccianti, ma ci sosteniamo a vicenda per sopportare questa angoscia”.

Zainab si considera ora una testimone sopravvissuta dei crimini israeliani contro la sua famiglia e tutti i palestinesi a Gaza. Vuole raccontare la sua storia al mondo.

“Sono sopravvissuta per raccontare la storia dell’aggressione israeliana al mio quartiere e alla mia famiglia. Racconto la mia storia attraverso la pittura perché è un linguaggio universale che tutti capiscono. Spero che la mia storia sarà condivisa ampiamente e a livello internazionale per mostrare la realtà dell’aggressione israeliana contro di noi”, dice.

Tareq S. Hajjaj è il corrispondente di Mondoweiss da Gaza e membro dell’Unione degli Scrittori Palestinesi. Ha studiato letteratura inglese all’Università Al-Azhar di Gaza. Ha iniziato la sua carriera nel giornalismo nel 2015 lavorando come giornalista/traduttore presso il quotidiano locale Donia al-Watan. Ha lavorato per Elbadi, Middle East Eye e Al Monitor.

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

SHARE

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.